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A Venezia si tiene il G7 della Giustizia – ribattezzato “dell’ingiustizia” dai manifestanti dei centri sociali del Nord est – per via del quale si sono verificati scontri e proteste per le calli della città lagunare. Mentre i ministri dei sette Paesi del G7 suggellavano un’alleanza contro la criminalità organizzata e le nuove sfide globali, centinaia di manifestanti cercavano di avvicinarsi alla sede dell’incontro, causando tensioni con le forze dell’ordine.
I disordini sono stati scatenati per via delle tensioni legate alla situazione in Palestina, con i manifestanti che hanno esposto bandiere palestinesi e intonato slogan a sostegno di Gaza. Per loro, l’attenzione dei ministri dovrebbe concentrarsi su questioni urgenti come la guerra in corso e l’impegno contro le ingiustizie territoriali.
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Nel frattempo, al summit, i ministri, dietro impulso del Guardiasigilli Nordio, hanno annunciato la creazione della ‘Venice Justice Group’, un organismo permanente volto a coordinare le azioni contro la criminalità organizzata, il traffico di esseri umani e la diffusione di droghe pericolose come il Fentanyl. Anche la lotta contro l’utilizzo criminale dell’intelligenza artificiale è stata al centro delle discussioni, con il riconoscimento dell’importanza di consolidare gli sforzi internazionali su questo fronte.
Le preoccupazioni riguardanti la situazione in Ucraina sono emerse chiaramente durante il summit, con il ministro ucraino che ha sottolineato l’importanza di una risposta legale ai crimini commessi durante l’invasione russa. Allo stesso tempo, i riflettori sono stati puntati sulla necessità di affrontare la corruzione internazionale e il traffico di droga sintetica, considerata un’emergenza globale.
Mentre i ministri discutevano all’interno della Scuola Grande San Giovanni Evangelista, due attivisti hanno esposto uno striscione che chiedeva un’impegno più forte per la giustizia sociale, economica e ambientale, e la fine dei paradisi fiscali. Una protesta che ha attirato l’attenzione dei partecipanti al G7, riflettendo le crescenti preoccupazioni della società civile su queste tematiche.
Fuori dai saloni, intanto, la protesta degli antagonisti e gli scontri con la polizia, gli striscioni e le cariche. La situazione ha richiesto l’intervento della polizia in tenuta antisommossa. “G7 dell’ingiustizia, Palestina libera, basta guerre”, lo slogan della contestazione che etichetterà questa versione del G7 alla Scuola Grande San Giovanni Evangelista, assieme alla foto ricordo dei ministri della giustizia di Canada, Giappone, Francia, Germania, Regno Unito e Stati Uniti, in Piazza San marco, assieme alla cena che ha concluso la giornata di lavori nella Sala dello Scrutinio, elegantemente allestita.
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