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A Venezia si è finalmente concluso quest’ultimo periodo di acque alte consecutive, la fase straordinaria delle maree iniziata il 26 del mese scorso. Sono stati una decina di giorni di resistenza vera contro la marea con il Mose che si è alzato 14 volte.
Finalmente oggi, di primo mattino, alle ore 5.30 con un massimo di 104 centimetri alle dighe del Lido e 97 alla Punta della Salute, si è conclusa la fase straordinaria di acque alte sulla Laguna di Venezia.
Questa mattina il Mose non si è alzato, vista la previsione sotto la soglia che comporta l’innalzamento delle paratoie.
L’ultimo evento di stanotte – informa l’Ufficio maree del Comune di Venezia – è stato causato dalla “sessa”, l’oscillazione dell’acqua del mare Adriatico già alla base dei fenomeni dei giorni scorsi.
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E’ stata, in una visione generale, una serie unica di impulsi perturbativi che hanno interessato il nord Italia, e l’Adriatico in questo periodo dell’anno.
Il sistema Mose è stato attivato per ben 14 volte per fronteggiare i picchi di marea, il più alto di 154 centimetri il 31 ottobre.
Nei prossimi giorni il livello di marea rimarrà comunque sostenuto a causa dell’avvicinarsi della marea di sizigia, ovvero dell’innalzarsi dei valori astronomici. Sotto osservazione una possibile perturbazione, meno intensa delle precedenti, che potrebbe interessare il livello della marea a Venezia sabato 11 novembre.
Soddisfazione è stata espressa dal sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, anche per la messa a punta delle procedure che sta dimenticando le incertezze degli anni scorsi. E il prossimo campo da cui sgombrare i dubbi è quello dei costi per l’attivazione del Mose: “I risparmi che abbiamo in cassa sono superiori alle spese necessarie per attivarlo”.
Le parole di Brugnaro questa mattina al termine in municipio. “Il costo che abbiamo nell’affrontare le conseguenze di un’acqua alta è enormemente più grande. Anche quest’anno siamo stati vicini ai picchi degli anni scorsi, e Venezia senza barriere sarebbe stata distrutta dalla marea. Avremmo pure delle spese per gestire i cambiamenti climatici, ma se i benefici superano i costi, è un vantaggio per tutti”, ha concluso.
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