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turisti”Avremmo aperto una struttura alberghiera? Certo! E’ il nostro lavoro (…) ma a Venezia la concorrenza non è libera e la famosa delibera di blocco non fa altro che tutelare le rendite di posizione”
Sono queste le testuali parole usate da Daniele Busi, delegato dell’immobiliare Delta, proprietaria del complesso di Calle dei Guardiani, ovvero di 32 appartamenti in edifici un tempo appartenenti all’edilizia pubblica. Immobiliare Delta si è vista negato il cambio di destinazione d’uso degli immobili, necessario a trasformarli da residenze ad attività ricettive. La società progetta però di realizzare comunque gli appartamenti per turisti attraverso l’utilizzo del contratto di Locazione Turistica Breve, che non richiede il cambio di destinazione d’uso e permette così, di fatto, di aggirare la Delibera “blocco alberghi” (di variante al Piano urbanistico per il centro storico approvata dal Consiglio Comunale nel 2017).
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Scopri come fare
Signor Sindaco, Gentili Assessori, Gentili Consiglieri,
come Osservatorio Civico sulla casa e la residenzialità (OCIO) abbiamo raccolto diversi esempi analoghi in cui società immobiliari, banche, multinazionali utilizzano lo strumento del contratto di Locazione Breve Turistica per realizzare degli alberghi di fatto, in immobili a destinazione d’uso residenziale.
Il sistema è ormai rodato e permette agilmente di superare le limitazioni della c.d. Delibera “blocca alberghi” a chiunque desideri farlo.
È così per “Palazzo dei Fiori” del fondo Toscanini (gestito quindi da Generali) nelle vicinanze di Campo San Maurizio. L’intero immobile, 4 piani e 3 ammezzati, ospita 16 appartamenti: in tutto, 33 camere e 77 posti letto.case per
È così per il “San Teodoro palace”, nei pressi di Campo San Salvador: i 13 appartamenti case perturistdi lusso che lo compongono sono tutti affittati in regime di Locazione Turistica e per i 12 appartamenti e 50 posti letto di “Ai Patrizi”. Fino a poco fa entrambi erano gestiti dalla stessa società che gestiva anche l’Hotel Nani Mocenigo (in Fondamenta San Trovaso) e l’Hotel Ai Reali (nell’ex sede del TAR in Campo della Fava). A giudicare dalle recensioni, entrambi sono stati a un certo punto una dependence degli hotel menzionati, dove gli ospiti dovevano recarsi per i check-in.
È così per l’immobile di 12 appartamenti della struttura denominata “Be Mate Ponte di Rialto” che Sidief, la società immobiliare di BankItalia, possiede in Calle degli Stagneri. Nel 2019 quando l’intero edificio viene interessato da importanti interventi di ristrutturazione, la Sidief garantisce il mantenimento della “destinazione del palazzo ad uso residenziale”. Gli inquilini sono in parte già andati via, con contratto in scadenza o scaduto. In effetti non intervengono cambi di destinazione d’uso: tutti gli appartamenti sono in Locazione Turistica gestiti da Bemate.srl (una società spagnola del gruppo del gruppo Room Mate).
Questi sono solo alcuni esempi, che rendono evidente come la Delibera – approvata dal Comune guidato dal Sindaco Brugnaro nel 2018 – sia ormai uno strumento vuoto, senza un freno alle locazioni turistiche estese ad interi immobili a destinazione d’uso residenziale.
Chiediamo, come Osservatorio e come cittadini, che venga rispettato lo spirito della Delibera che propone il condivisibile obiettivo quello di porre un freno a trasformazioni incontrollate da direzionale o residenziale in ricettivo.
Uno dei modi più semplici, in attesa di un adeguato regolamento delle LT, è la corretta e immediata applicazione dell’articolo 42 del Regolamento Edilizio del Comune di Venezia – approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 70 del 13 dicembre 2019 ed in vigore dal 15 febbraio 2020 – che prescrive che, negli edifici costituiti da più unità immobiliari, vi possano essere più attività di B&B o locazione turistica purché «non siano tra loro in comunicazione fisica o poste in continuità diretta».
Un norma che esprime chiaramente la necessità di evitare che allo stesso piano di un edificio ovvero in un intero palazzo si installino prevalentemente, se non esclusivamente, attività di ospitalità turistica, le quali finiscono per alterare significativamente non soltanto la destinazione residenziale dell’immobile, ma pure la vivibilità dello stesso.
Attendiamo fiduciosi che – alle dichiarazioni di questa amministrazione sulla necessità di introdurre un regolamento per limitare le locazioni brevi – seguano fatti concreti a partire dal bloccare questi tentativi di aggirare le norme già esistenti.
Inviamo per conoscenza questa lettera alla stampa locale.
Cordiali saluti,
Lo staff di OCIO, Osservatorio Civico sulla casa e la residenzialità
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In 40 ani ho visto il declino della citta’. Nato a Venezia, costretto ad abitare a Mestre. Sono 2 anni che non metto piede a Venezia perché mi viene da piangere.
a occhio abbiamo la stessa età più o meno… confermo tutto: anch’io
sono loro che comandano a Venezia, i veri poteri forti, quelli che macinano schei… nessuno andrà mai contro di loro a parte provvedimenti di facciata