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Bar e ristoranti: sit-in di protesta a Venezia contro le chiusure alle 18 del Dpcm

Bar e ristoranti: sit-in di protesta a Venezia contro le chiusure alle 18 del Dpcm. Una protesta pacifica quella degli esercenti oggi a Venezia e in altre piazze d’Italia contro le chiusure anticipate previste dall’ultimo Dpcm. Titolari e lavoratori di bar e ristoranti si sono dati appuntamenti in campo Santo Stefano questa mattina, 28 ottobre […]

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foto di Federica Repetto

Bar e ristoranti: sit-in di protesta a Venezia contro le chiusure alle 18 del Dpcm.
Una protesta pacifica quella degli esercenti oggi a Venezia e in altre piazze d’Italia contro le chiusure anticipate previste dall’ultimo Dpcm.

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Titolari e lavoratori di bar e ristoranti si sono dati appuntamenti in campo Santo Stefano questa mattina, 28 ottobre 2020, per manifestare contro le restrizioni previste dal governo per l’emergenza sanitaria da coronavirus.

Un sit-in durante il quale operatori di vari settori commerciali si sono seduti per terra in campo, sui masegni, con gambe incrociate sul selciato mostrando cartelli che indicavano i danni economici della scelta governativa.
I partecipanti hanno allestito tovaglie apparecchiate, sempre per terra, mentre i promotori, al microfono, hanno lamentato le difficoltà della categoria.

La manifestazione è stata organizzata da Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi) e Confcommercio, con l’appoggio nella città lagunare di Aepe (Associazione esercenti pubblici esercizi) e Anbc (Associazione nazionale banqueting & catering).

“Mi auguro che il governo vi ascolti, che venga compreso il valore della manifestazione e che questo messaggio arrivi a destinazione; hanno messo in ginocchio la nazione, se sono davvero democratici devono capire, ascoltare e fare un passo indietro – ha detto l’assessore al Commercio del Comune di Venezia, Sebastiano Costalonga – . Non si muore solo di Covid, moriremo di fame. I ristoratori hanno fatto di tutto per organizzarsi nel rispetto delle norme, ora tutto questo investimento non può cadere nel vuoto”.

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Analoghe iniziative, a Venezia si sono tenute anche nella giornata di ieri con un “pranzo di gala” alle 5 del mattino cui ha partecipato il sindaco Luigi Brugnaro e in Piazza San Marco.

A VERONA
Anche in Piazza Bra a Verona i ristoratori hanno messo in atto la stessa pacifica protesta: lenzuola bianche stese sull’asfalto apparecchiate come le tavole da pranzo, con piatti, posate e bicchieri. Circa un migliaio di ristoratori hanno manifestato accanto all’Arena, per protestare contro la chiusura del locali pubblici alle ore 18.

Durante il sit-in di protesta è stato evidenziato che alla fine di questo “2020 sciagurato” le perdite stimate per il comparto della ristorazione e del turismo arriverà a 27 miliardi di euro, con il rischio chiusura per 50 mila imprese a livello nazionale. “E’ stato superato ogni limite, la chiusura dei pubblici esercizi alle 18 è totalmente insensata e avrà effetti devastanti sull’economia tutta e sul tessuto sociale. E’ insostenibile. Una scelta disastrosa, quella del Governo, anche perché disperazione e rabbia stanno montando da Nord a Sud” Ha dichiarato il presidente di Confcommercio Verona, Paolo Arena.

“Ristoratori, baristi, pasticcieri, gelatieri – ha aggiunto – non sono untori e hanno garantito finora il rispetto delle norme investendo di tasca propria per la sicurezza delle imprese, ben 7.000 solo nella provincia di Verona, elemento strategico per il turismo e per l’indotto”. Il sindaco Federico Sboarina, che ha confermato piena solidarietà agli esercenti, ha affermato che “il virus certamente circola dopo le 18.00, quindi la scelta di far chiudere tutti i locali a quell’ora è assurda e incomprensibile”.

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