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Zaia: «Il Veneto non è un lazzaretto». Il dilemma della carica virale degli asintomatici

Non ci sta il governatore del Veneto Luca Zaia a ragionare solo in termini di contagi. «Più tamponi fai, più positivi intercetti e in questo la Regione è sempre stata virtuosa», spiega da Marghera aggiornando i dati sul Coronavirus in Veneto. Dal 18 maggio (data delle riaperture) a oggi si contano 2306 positivi in più, […]

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Non ci sta il governatore del Veneto Luca Zaia a ragionare solo in termini di contagi. «Più tamponi fai, più positivi intercetti e in questo la Regione è sempre stata virtuosa», spiega da Marghera aggiornando i dati sul Coronavirus in Veneto. Dal 18 maggio (data delle riaperture) a oggi si contano 2306 positivi in più, il che significa in  media 22 al giorno. Gli isolati attualmente sono 6394 e di questi 1634 sono positivi, cioè il 25,5%. Fra i contagiati i sintomatici sono 65: una percentuale «irrisoria», nota il presidente. Il vero dilemma restano gli asintomatici, e in questo la comunità scientifica «dovrebbe cercare di fare sintesi all’interno del dibattito, per capire qual è la probabilità del contagio», sapendo che, spiega Zaia, i virus per loro natura hanno un cambiamento repentino e che «abbiamo in questo momento casi di conviventi in cui uno è positivo e gli altri non vengono infettati. Ciò significa che la carica virologica è diversa», per Zaia.

Tamponi e asintomatici

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Un milione e 380 mila tamponi fatti ad oggi nella nostra Regione. Un milione e 200 mila i test rapidi, cui si aggiungono i tamponi messi a disposizione liberamente negli ambulatori e aeroporti per i vacanzieri, nel fine settimana appena passato: «anche in questo siamo stati i primi», dice il presidente e continua: «stiamo facendo sequenziare tutti i tamponi all’istituto zooprofilattico per capire l’asintomaticità caricaturale bassa, anche quelli rapidi a florescenza che intercettano l’antigene: gli esperti eseguono fino a 38 amplificazioni in modo da trovare anche le tracce del Covid. Chiaro –  spiega Zaia – che quanti minori sono gli ingrandimenti da fare per trovare il virus, tanto più forte è la carica virale», come se fosse più presente, e questo spiegherebbe perché l’asintomaticità cambia.

Il futuro degli screening con i test rapidi

«Fra i vacanzieri sono state trovate poche decine di infetti sui 13.800 tamponi – dice il presidente della Regione – Abbiamo aperto la strada agli accessi diretti: funziona dovremmo renderli ancora più capillari nel territorio. Continueremo a testare, sono sicuro che in previsione dell’autunno la macchina del testing funzionerà con il tampone rapido, tra l’altro entrato in una ordinanza del ministro della Salute, e che sentiremo tra qualche settimana parlare di saliva non più di tampone rapido. Nel fine settimana di ferragosto abbiamo comunque utilizzato i tamponi classici (con isolamento in attesa di esito)».

Vacanzieri

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Nessuna modifica all’ordinanza regionale della scorsa settimana, con l’obbligo del tampone per categorie a rischio particolare, al rientro o in ingresso in Italia. «Stiamo però ragionando diversamente sui vacanzieri che molto di frequente, magari perché hanno la seconda casa, raggiungono la Croazia o altre destinazioni. Bisognerà studiare un sistema diverso per evitare di fare uno o due tamponi alla settimana. In questo caso abbiamo già in memoria i nomi di quanti si sono sottoposti a tampone una prima volta», afferma il governatore.

Discoteche e mascherine: il ministero

«Il decreto del ministro Speranza dice nessun ballo e discoteche chiuse. In caso di festa di matrimonio si può comunque mangiare seduti al tavolo con la musica – specifica Zaia – . Comprendo la difficoltà delle discoteche. Nessuno pensi di essersi messo la coscienza a posto chiudendole, magari per qualche retaggio culturale contro questi locali dai quali uscirei – dice – È innegabile che una condizione di assembramento si crei con più velocità nelle discoteche, ma chiuderle non significa risolvere il problema. Non farò – afferma il governatore – provvedimenti più restrittivi, ma quanto meno abbiamo chiesto siano restaurate economicamente le attività in questione perché regioni come Veneto ed Emilia Romagna di Stefano Bonaccini, dove le spiagge registrano 32 milioni di presenze turistiche solo sotto l’ombrellone, i numeri restano possibili grazie alla presenza di questi servizi di aggregazione notturna. Per questo il danno, per i locali che attraggono la presenza giovanile, è enorme».

Antonella Gasparini

Gioia Pasini
Gioia Pasini
Sono giovane ma con una grande passione e già alcune esperienze importanti. E soprattutto: nessuno mi ferma :) gioia_p@lavocedivenezia.it
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