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Mira, disordini in consiglio comunale per inceneritore Fusina: due denunce

L’Ordine del Giorno del Consiglio Straordinario convocato per lunedì sera era stato preannunciato per tempo ed i Carabinieri di Mira, in raccordo con la Questura di Venezia, avevano predisposto un adeguato servizio di Ordine Pubblico per assicurare che la seduta si svolgesse con la necessaria ed auspicabile cornice di sicurezza e nella maniera più urbana […]

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L’Ordine del Giorno del Consiglio Straordinario convocato per lunedì sera era stato preannunciato per tempo ed i Carabinieri di Mira, in raccordo con la Questura di Venezia, avevano predisposto un adeguato servizio di Ordine Pubblico per assicurare che la seduta si svolgesse con la necessaria ed auspicabile cornice di sicurezza e nella maniera più urbana possibile.

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Il Consiglio Comunale era chiamato a discutere sulla paventata apertura/ampliamento dell’inceneritore in località Fusina, stabilimento posto a ridosso del territorio del Comune della Riviera, circostanza che fa temere la popolazione residente circa possibili ricadute della qualità dell’aria.

Sin dal primo momento del dibattito si è capito che non sarebbe stato un Consiglio facile; le manifestazioni con cartelli e urla sono cresciute man mano che la discussione entrava nel vivo. Ad un certo punto – constatando che il dibattito non era più possibile a cause delle intemperanze di parte del pubblico – il Presidente ha sospeso i lavori ed ha richiesto alla Polizia Locale di allontanare i più facinorosi per permettere di proseguire con lo scopo della riunione.

A dare manforte ai Vigili intervengono anche i Carabinieri di servizio, che vengono fatti segno a loro volta di improperi ed ingiurie gratuite, al culmine di un confronto che nulla ha di civile.

Ad un certo punto della seduta verso le 23,10, il presidente del consiglio comunale Giorgio Zapparoli dopo numerose interruzioni dei comitati venuti a contestare il piano di Veritas (la partecipata che gestirà l’impianto) ha sospeso i lavori e ha chiesto alla polizia locale di allontanare i più rumorosi, per permettere di proseguire in tranquillità la riunione.

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Mattia D., attivista ambientalista, non voleva sentire ragione, così è intervenuta la polizia locale i cui agenti sarebbero anche stati strattonati. A dar man forte ai vigili in difficoltà a quel punto sono intervenuti i carabinieri.

I militari hanno portato fuori, non senza fatica, Mattia D. e suo padre nonostante resistenze e insulti alle forze dell’ordine.

Entrambi, padre e figlio sono stati denunciati per per resistenza ed oltraggio a pubblico ufficiale e interruzione di servizio pubblico.

La seduta, dopo l’interruzione, ha potuto riprendere.

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