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Pd, accanimento della Regione Veneto su inquilini: “Se viene a mancare un coniuge, l’altro torna a rischio sfratto”

“Non c’è pace per gli inquilini degli alloggi popolari: fino a marzo continueranno a pagare i canoni maggiorati, entrati in vigore la scorsa estate, per un problema di algoritmi. Evidentemente per la Giunta Zaia queste famiglie sono cittadini di serie B, altrimenti non si spiega tanta superficialità, se non addirittura accanimento, nei loro confronti”. A […]

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“Non c’è pace per gli inquilini degli alloggi popolari: fino a marzo continueranno a pagare i canoni maggiorati, entrati in vigore la scorsa estate, per un problema di algoritmi. Evidentemente per la Giunta Zaia queste famiglie sono cittadini di serie B, altrimenti non si spiega tanta superficialità, se non addirittura accanimento, nei loro confronti”.

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A dirlo è il consigliere del Partito Democratico Claudio Sinigaglia che torna all’attacco sulla legge 30/2017 e la sua applicazione.

“Un provvedimento che si conferma nefasto; le modifiche in corso d’opera apportate a novembre sono state rinviate di due mesi, questo perché il computer centralizzato della Regione, ad oggi, non è stato ancora in grado di formulare l’applicazione dei nuovi algoritmi. Per gennaio e febbraio gli inquilini continueranno così a ricevere la richiesta di pagare l’affitto come a giugno-luglio del 2019, cifre pesanti o addirittura insostenibili, contro cui si erano mobilitati già in estate. L’ennesimo brutto segnale di inefficienza regionale, le cui conseguenze ricadono sulle categorie più fragili, anziani e pensionati”.

Così ribadisce Sinigaglia che denuncia anche una seconda gravissima ‘stortura’ che riguarda la volturazione o il cambio dell’intestatario dell’alloggio.

“Se per esempio viene a mancare uno dei coniugi e l’intestazione passa all’altro, questo viene considerato nuovo inquilino e quindi non ha più diritto alle modifiche approntate alla legge che portano a 35mila euro di reddito Isee-Erp per la permanenza nell’alloggio, ma la sua soglia scende a 26mila. È una cosa assurda che va assolutamente rivista”.

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2 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. Privilegiati in che senso? Escludendo, ovviamente, dal ragionamento i furbetti, i truffatori, i ricchi che con imbrogli si spacciano per poveri, le persone per bene, oneste, che fanno tutto in regola, legittimamente si vedono assegnare un alloggio pubblico. Le ceervellotiche, assurde novità portate dalla legge del 2017, sono state solo parzialmente corrette da alcune modifiche sul finire del 2019,e appunto rimangono questè ingiustizie. Mettiamo una Signora anziana, rimasta vedova, perché mai deve essere considerata una nuova inquilina,e dunque rischiare di essere sfruttata perché, ora, supera un certo tetto ISEE che prima, col marito in vita, non superava?

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