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Grandi Navi: nuovo tavolo oggi a Venezia, ma per il Ministero non si presenta nessuno

Si è tenuta oggi a Venezia una nuova riunione sulle grandi navi chiesta dal Ministero delle infrastrutture all’Autorità portuale, ma nessun dirigente del Mit si è presentato all’incontro. Questo quanto appreso da fonti qualificate a Venezia. Al tavolo – di cui non fanno parte Comune e Regione Veneto – c’erano i responsabili dello scalo portuale, […]

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Grandi Navi: nuovo tavolo oggi a Venezia, ma per il Ministero non si presenta nessuno

Si è tenuta oggi a Venezia una nuova riunione sulle grandi navi chiesta dal Ministero delle infrastrutture all’Autorità portuale, ma nessun dirigente del Mit si è presentato all’incontro.
Questo quanto appreso da fonti qualificate a Venezia.

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Al tavolo – di cui non fanno parte Comune e Regione Veneto – c’erano i responsabili dello scalo portuale, i rappresentanti delle compagnie crocieristiche, della Capitaneria di Porto e delle numerose istituzioni pubbliche coinvolte nel dossier grandi navi.

Obiettivo era fare il punto sul progetto degli scali diffusi, prospettato dal ministro Danilo Toninelli, per evitare il passaggio delle grandi navi a San Marco e nel Canale della Giudecca.

Secondo quanto si apprende, nell’incontro sarebbe stata espressa dalla maggior parte dei soggetti interessati la disponibilità a seguire questa soluzione, utilizzando le banchine lungo il Canale dei Petroli a ridosso di Porto Marghera, iniziando da quelle a Fusina (navi di minor stazza) fino alle rive a ridosso della terraferma.

Tuttavia, sarebbero state analizzate tante e tali criticità da far ritenere impossibile il via libera già dal primo settembre alla soluzione proposta dal ministro, che invece, è stato fatto notare, potrebbe essere messa in campo solo nel 2020.

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Altro tema critico sarebbero i costi, molto alti, per l’adeguamento delle banchine, e per il trasferimento dei crocieristi e dei loro bagagli verso Venezia, senza tralasciare le questioni legate alla sicurezza, ovvero la realizzazione nelle banchine dei sistemi di controllo su persone, bagagli e merci, e il collegamento della videosorveglianza ad un’unica centrale operativa.

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