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Separazione Venezia – Mestre, verso il quinto referendum

Con il Referendum separatista che interrogherà i cittadini di Venezia e Mestre sulla divisione del Comune e sulle profezie che potrebbe offrire il futuro, giova introdurre un pensiero dello scrittore Daniele Del Giudice, che ci consegna una chiave di lettura utile, forse anche al dibattito che va sempre più accendendosi fra favorevoli e contrari al […]

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Separazione Venezia - Mestre, verso il quinto referendum
Con il Referendum separatista che interrogherà i cittadini di Venezia e Mestre sulla divisione del Comune e sulle profezie che potrebbe offrire il futuro, giova introdurre un pensiero dello scrittore Daniele Del Giudice, che ci consegna una chiave di lettura utile, forse anche al dibattito che va sempre più accendendosi fra favorevoli e contrari al referendum : “Una città non è soltanto le sue pietre, pure così importanti come le pietre di Venezia, né può essere soltanto la sua storia.

Una città è la comunità che la abita, la possiede e ne ha cura, che ne custodisce la memoria e il significato e pensa quel significato costantemente in modo aggiornato all’epoca, e ‘presente’. Amare questa città (che va pensata anche nella sua parte di terraferma, con Mestre dunque e con Marghera, nella trama che la intreccia almeno alla realtà provinciale; senza dimenticare il Lido, l’isola carrozzabile) significa sentire questa comunità; e concepire una sua contemporaneità contestualizzata, un oggi plausibile, contraddittorio proprio perché plausibile”.

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Forse non è troppo chiedere ai politici e ai cittadini di riflettere sul tema che Daniele Del Giudice ci ha offerto in un messaggio di grande spessore, che proprio dalla “comunità e dalla contemporaneità” prende spunto. Per il momento la cronaca ci costringe a saltare la questione culturale per affacciarsi sulla diatriba che caratterizza il dibattito istituzionale.

La Regione ha deciso: il referendum si farà, i veneziani si confronteranno e rivivranno un dibattito già sperimentato e vissuto, che sempre, a consultazione avvenuta in tema di separazione, ha dato esito negativo. La maggioranza dei veneziani non vuole la divisione, come dicono i dati che riportiamo.

Referendum 1979: Sì 27,61 – No 72,39.
Referendum 1989: Sì 42,2 – No 57,8
Referendum 1994: Sì 44.3 – No 57,8
Referendum 2003: voto annullato per mancanza di quorum

‘Due grandi città’, è il suggestivo appello di chi vuole la separazione, è ottimista il presidente del Consiglio Regionale Roberto Ciambetti, che non sembra preoccuparsi dell’appello unionista firmato da oltre 100 cittadini, esponenti istituzionali, fra i quali il sociologo Gianfranco Bettin, i parlamentari Delia Murer, Michele Mognato, Andrea Martella, la segretaria Pd Maria Teresa Menotto, legati alle convinzioni espresse dal centrosinistra, che la vogliono insieme la città d’acqua e di pietra.

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Di rilevanza ritorna la convinzione unionista del sindaco Luigi Brugnaro, da sempre contrario al referendum e sostenitore della Città Metropolitana. Potrebbe essere la sua posizione l’ago della bilancia dell’esito del voto futuro, molti opinionisti vedono nella posizione del Sindaco di Venezia la contraddizione che dovrà esser colta con prudenza e ragionevolezza da quanti stanno cercando di spingere per una separazione.

Ritorna la chiave di lettura che lo scrittore Daniele del Giudice consegna e che Martin Bethenod, già direttore di Palazzo Grassi e Punta della Dogana, ci rimanda ,” l’idea di una comunità, quella dei suoi abitanti e dei suoi bisogni, ma anche quella degli artisti, dei professionisti del mondo dell’arte, dell’artigianato, dei lavoratori del terziario, degli studenti, degli universitari, degli intellettuali che vi lavorano e producono testimonianza e ricchezza. L’idea dell’importanza di non ridurre mai Venezia al solo centro storico, ma di considerarla nell’ambito della sua relazione con la terraferma, perché è lì che risiede la possibilità del dinamismo e della sostenibilità culturale nel lungo periodo. L’idea di un presente fatto di complessità e contraddizioni e le cui potenzialità si esprimono in queste stesse contraddizioni”.

Andreina Corso

Andreina Corso
Andreina Corso
Cittadina 'storica' di Venezia, si occupa della città e della sua cronaca. Giornalista, insegnante, autrice letteraria, poetessa.
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