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Vicenza: chiedono permesso soggiorno ma glielo avevano già tolto

Gruppo Rom che da anni vive in un campo nomadi ma il capofamiglia il permesso l'aveva già, se lo è visto revocare per una sequela di procedimenti penali e arresti cumulati tra il 2003 e il 2014. L'assessore al sociale, Isabella Sala, si schiera a favore degli strumenti che favoriscono l'inclusione, come il permesso di soggiorno

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Sta dividendo l’opinione pubblica e la stessa amministrazione di Vicenza il ‘caso’ di una famiglia di nomadi bosniaci, da anni stanziale in città, che supportata dalla Caritas ha chiesto il rilascio di un permesso di soggiorno per motivi umanitari. Il problema – riferisce la stampa locale – è che il capofamiglia il permesso l’aveva già, ma se lo è visto revocare per una sequela di procedimenti penali e arresti cumulati tra il 2003 e il 2014.

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Sulla vicenda interviene anche l’europarlamentare leghista Mara Bizzotto, annunciando di aver presentato un’interrogazione sul caso alla Commissione Ue. “L’asilo politico ai Rom – scrive Bizzotto – è una richiesta scandalosa e inaccettabile. Trovo letteralmente scandaloso che questo gruppo Rom, che da anni vive in un campo nomadi a Vicenza chieda e pretenda l’asilo politico”.

La commissione prefettizia che dovrà prendere una decisione sulla domanda di permesso non si è ancora espressa. Il supporto della Caritas al gruppo nomade deriva soprattutto dal fatto che la famiglia ha sei figli, tre dei quali afflitti da disabilità.

Il caso dei nomadi bosniaci ha però diviso anche la maggioranza di centrosinistra della giunta comunale vicentina, guidata dal sindaco Pd Achille Variati. L’assessore al sociale, Isabella Sala, si schiera a favore degli strumenti che favoriscono l’inclusione, come il permesso di soggiorno.

Di tutt’altro avviso il vicesindaco Jacopo Bulgarini D’Elci, che sul proprio profilo Facebook ha scritto: “Mi spiace ma lo devo dire. Che una famiglia di nomadi, che da anni staziona nel territorio in forme problematiche, faccia richiesta di asilo politico è sconcertante e francamente inaccettabile. Non solo un raggiro della legge ma anche un insulto, privo di rispetto, verso un tema difficilissimo e centrale del nostro tempo”.

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(foto di repertorio)

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