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Cinesi irregolari, arrestato poliziotto: si faceva pagare per i permessi di soggiorno

Quando i problemi dell’immigrazione, dei permessi di soggiorno si mescolano ad imbrogli e sfruttamento, si capisce che abbiamo toccato il fondo. E ancor più giù nella graduatoria della civiltà ci ritroviamo se all’interno di quel vespaio circolano funzionari della Polizia di Stato in complicità con broker e affini. L’imbroglio riguarda una decina di cinesi “irregolari”, […]

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Quando i problemi dell’immigrazione, dei permessi di soggiorno si mescolano ad imbrogli e sfruttamento, si capisce che abbiamo toccato il fondo. E ancor più giù nella graduatoria della civiltà ci ritroviamo se all’interno di quel vespaio circolano funzionari della Polizia di Stato in complicità con broker e affini.

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L’imbroglio riguarda una decina di cinesi “irregolari”, che per ottenere il permesso di soggiorno pagavano dai 900 ai 2400 euro a tale Pierangelo C. , 44 anni, assistente tecnico della polizia di Padova che dal suo ufficio immigrazione (ogni mattina visitato da centinaia di persone che anelano ad una vera ed onesta possibilità di regolarizzazione) tesseva la tela dei suoi imbrogli.

Il vaso di Pandora questa volta ha scoperchiato il luogo della consegna dei soldi, il parcheggio di un bar padovano, lì è stato trovato con 1500 euro in mano, frutto di quell’affare con i cinesi, solo che c’erano anche gli agenti della squadra mobile, che lo hanno immediatamente arrestato.

L’indagine coordinata dal procuratore Matteo Stuccilli e dal sostituto Sergio Dini, ha appurato che il funzionario dell’Ufficio immigrazione aveva come complice, ora agli arresti, Xinmiao Chen, 27 anni, assicuratore, che faceva da spola fra vittime e carnefice e che ora dovrà rispondere di gravi imputazioni che vanno dalla corruzione, falso ideologico in atto pubblico, sfruttamento e favoreggiamento all’immigrazione clandestina.

Tutto è nato da una esposto anonimo, arrivato sul tavolo della Procura di Padova: da qui le azioni successive che hanno portato gli inquirenti nella Chinatown padovana, scoprendo che chi voleva regolarizzare la sua posizione saltando i passaggi dovuti, si rivolgeva a Chen e pagava profumatamente.

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La finanza e la Mobile stanno approfondendo l’indagine per stabilire la dimensione della corruzione, l’origine del giro di denaro, controllare i permessi di soggiorno e ricostruire questa brutta storia che getta una fitta zona d’ombra di degrado in una realtà già fin troppo complessa.

Andreina Corso | 08/09/2016 | (Photo d’archive) | [cod cinepa]

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