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Filorussia in Italia: dalla rielezione di Salvini alle posizioni trasversali del panorama politico

Dalla rielezione di Salvini alle dichiarazioni di Vannacci, Grillo e Conte: in Italia la simpatia per Mosca si estende trasversalmente tra destra, sinistra e centristi.

Matteo Salvini è stato rieletto segretario della Lega il 25 ottobre e, poco prima del congresso, ha annunciato che avrebbe chiesto al governo di fermare l’invio di denaro e armi all’Ucraina. «Non possiamo andare avanti a mandare soldi e armi all’Ucraina», ha detto il leader del Carroccio, ribadendo la linea di sostanziale distensione nei confronti di Mosca.

La vicinanza alla Russia, tuttavia, non è prerogativa del solo Salvini. Secondo analisti e osservatori, il fenomeno è diffuso e radicato in porzioni diverse della politica italiana: si parla spesso di un’area «rossobruna» che mescola nostalgie comuniste, residui del mondo neofascista e approcci pacifisti o terzomondisti presenti in certi ambiti cattolici.

Alexey Paramonov, ambasciatore russo a Roma, ha riconosciuto in un’intervista con l’agenzia TASS che il rapporto con la Russia «sta emergendo come una delle principali linee di divisione» del dibattito politico interno italiano.

Nel governo, la Lega sostiene posizioni critiche sulle sanzioni e sull’abbandono del gas russo: il 16 luglio 2026 Salvini, parlando con imprenditori italiani presenti in Russia, ha messo in dubbio l’efficacia delle misure restrittive e ha sottolineato i danni economici per l’Italia derivanti dalla rinuncia al gas. Nonostante la Lega venga stimata al 6% nei sondaggi, il suo peso nella coalizione resta significativo, e il Paese non ha finora approvato un nuovo pacchetto di aiuti militari per Kiev, nonostante i ritardi e gli impegni annunciati dalla premier Giorgia Meloni.

Nell’opposizione, fra i sostenitori più netti della distensione c’è Roberto Vannacci, leader del partito Futuro Nazionale e già esponente della Lega. Ex generale delle forze speciali ed eletto al Parlamento europeo da membro del Carroccio, Vannacci ha definito la necessità di una «pace» con Mosca e non risparmia attacchi alla resistenza ucraina, ripetendo argomentazioni vicine alla propaganda russa. Il 21 ottobre, durante una seduta plenaria a Strasburgo, Vannacci ha attaccato il presidente Volodymyr Zelensky accusandolo di ricatto e di usare i propri cittadini in chiave politica.

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Una testimonianza del diverso approccio culturale emerge anche dal racconto di John Foreman, allora collega di Vannacci come addetto militare: nei giorni precedenti l’invasione del febbraio 2022, ricorda Foreman, Vannacci minimizzava la possibilità di un’offensiva, rimanendo convinto della forza della Russia e impermeabile agli avvertimenti.

Nel Movimento 5 Stelle, e in particolare nelle parole del suo fondatore Beppe Grillo, non manca la simpatia per un dialogo con Mosca: già nel 2017 Grillo aveva esaltato la possibilità di un confronto tra Vladimir Putin e Donald Trump, affermando che Putin «dice le cose più sensate in politica estera». Oggi lo scollamento sulla politica estera è uno dei nodi principali fra l’ex premier Giuseppe Conte e la leader del Pd Elly Schlein: Conte ha promesso un cambio della linea estera in caso di vittoria del centro‑sinistra, comprese la sospensione delle forniture di armi e un approccio più neutrale.

I parlamentari del M5S hanno inoltre votato a favore di mozioni che chiedono la ripresa degli acquisti di gas russo. Il ricorso alla Russia in situazioni di emergenza non è nuovo: il 22 marzo 2020, durante la fase acuta della pandemia, 13 aerei Ilyushin russi sono atterrati alla base di Pratica di Mare con 104 persone a bordo; la missione comprendeva 28 medici e quattro infermieri, mentre il resto del contingente era costituito da personale militare. Quel gesto rafforzò, a suo tempo, la percezione di intercettare un rapporto di prossimità fra parte della politica italiana e Mosca.

Il quadro delineato nelle scelte e nelle dichiarazioni politiche mostra quindi una linea di frattura interna al Paese, che non si limita ai tradizionali schieramenti. L’ambasciatore Paramonov ha sottolineato come il tema russo stia diventando uno dei principali elementi di divisione nel dibattito nazionale, confermando una tendenza già evidente nelle posizioni pubbliche di leader e partiti.

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Elena Gravin
Elena Gravin
Studentessa, amo scrivere per diverse testate on line. Cinema, teatro, musica, le mie passioni, ma amo incontrare gente. elena_g@lavocedivenezia.it
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