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Venezia, chiude la storica Locanda Montin: 76 anni nel cuore di Dorsoduro

Locanda Montin a Venezia chiude dopo 76 anni: set di 'Anonimo Veneziano' e luogo di incontro per grandi nomi. Riaprirà dopo restauro.

La Locanda Montin, uno dei locali storici di Dorsoduro, ha abbassato le serrande. Dopo 76 anni di attività la gestione familiare dei Carrettin — ultimi titolari Luca e Giorgio — ha deciso di chiudere il ristorante che per generazioni è stato punto di riferimento per veneziani e visitatori.


Fondata dai nonni dei Carrettin e poi passata ai genitori, la locanda si era costruita una fama solida nella città. La sua collocazione nel sestiere di Dorsoduro, con il pergolato esterno e gli interni raccolti, l’ha resa luogo di conversazione e di incontro tanto quanto di ristorazione.


Il locale entrò nell’immaginario collettivo 56 anni fa quando fu scelto come set per il film Anonimo Veneziano. La produzione, diretta da Enrico Maria Salerno con le musiche di Stelvio Cipriani, mostrò la locanda in alcune scene che hanno poi contribuito a trasformarla in simbolo romantico della città.


Oltre al ruolo sul grande schermo, la Montin è stata tappa abituale di personalità pubbliche e dello spettacolo. L’album delle dediche conservato nel locale raccoglie attestazioni di figure come Henry Kissinger e Alexander Dubček, oltre ai nomi di Mick Jagger, Jacques Béjart e Brad Pitt.


La clientela storica include anche famiglie dell’aristocrazia industriale italiana; la locanda era considerata di casa per alcuni membri della famiglia Agnelli. Tra gli amici di vecchia data si ricorda anche Missoni, che in più occasioni aveva elogiato la qualità del pescato servito nel locale.


I caratteri che hanno reso celebre la Montin non sono solo aneddotici. Il pergolato, i tavoli raccolti e l’atmosfera intima hanno permesso al ristorante di sopravvivere ai cambiamenti della città e di mantenere una identità riconoscibile nel panorama gastronomico veneziano.

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La chiusura è la conseguenza di una cessione della proprietà: il locale è passato a nuovi proprietari francesi, che hanno annunciato l’intenzione di sottoporre la struttura a un lungo restauro. Per questo motivo la riapertura non è prevista a breve, ma avverrà “tra qualche anno”, secondo quanto comunicato.


Il progetto dei nuovi gestori non è stato dettagliato pubblicamente; resta però confermato che il restauro sarà esteso, un intervento che richiederà tempi significativi prima di restituire la locanda alla città.


I ricordi raccolti tra le mura — dalle incisioni degli ospiti illustri alle fotografie d’epoca — saranno uno dei lasciti più visibili del locale. Nell’ultimo giorno di attività, i titolari hanno sfogliato l’album, riportando alla memoria i frequenti passaggi di politici, artisti e attori che hanno attraversato la storia della Montin.


La chiusura segna la fine di un capitolo per Dorsoduro, ma non la cancellazione della memoria collettiva legata a quel posto. L’annuncio dei nuovi proprietari e il progetto di restauro lasciano aperta la porta a una futura rinascita della locanda.


Per ora, però, il tempo della Montin come ristorante aperto si è fermato: la storica insegna rimarrà chiusa fino alla conclusione del lungo lavoro di ristrutturazione promosso dalla proprietà francese, che ha previsto la riapertura tra qualche anno.

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