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Luca Giuman torna in libreria con un romanzo che mette a confronto desiderio di libertà e violenza organizzata. Di libertà e tempesta, quarto titolo dell’autore edito da Il Ciliegio, porta il lettore sulle coste del Mare dei Caraibi, in una zona di frontiera dove le regole della criminalità plasmano rapporti e destini.
Al centro della narrazione ci sono Stefano e Tomás, una giovane coppia che cerca di ricostruire la propria vita in un luogo al tempo stesso paradisiaco e dominato da rapporti di forza. Il romanzo segue il loro tentativo di ritrovarsi, la tensione di un amore ostacolato dall’ambiente circostante e le scelte che li condurranno lontano dalla libertà che avevano immaginato.
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La costa e la giungla diventano protagoniste: Stefano sembra riscoprirsi in quel territorio estraneo, mentre Tomás viene assorbito dalle dinamiche criminali che governano la zona. Per sopravvivere, secondo la trama, Tomás finisce per lavorare nel traffico di migranti, intrecciando legami con il sistema mafioso che traccia i confini della sua esistenza. Il racconto si muove verso un punto di rottura: un incidente, foriero di tragedia, offre inaspettatamente la possibilità di riscatto per entrambi.
Giuman non nasconde l’origine del materiale narrativo. Racconta di aver camminato lungo spiagge, sentieri nella selva e piste di frontiera, raccogliendo storie udite al confine tra Colombia e Panama. Durante la fase di scrittura, riferisce di essere stato trattenuto dal Clan del Golfo, il gruppo che controlla i traffici nella regione; un’esperienza che ha influenzato il ritmo e il tono del libro. L’autore spiega di aver lavorato con lentezza e molte riscritture per trovare una lingua capace di restituire il rumore del mare e la durezza di quel mondo senza edulcorarlo.
La scelta di collocare la vicenda nel Darién e sulle rotte dei migranti è commentata anche dall’editore, che definisce il romanzo ambizioso. Secondo la casa editrice, il libro coniuga una struttura tragica tradizionale — con la consueta parabola di colpa e riscatto — a uno sguardo civile sulla contemporaneità, costringendo il lettore a confrontarsi con la violenza senza distogliere lo sguardo.
Il tema della libertà è centrale: nel testo emerge l’idea che non si tratti di un luogo in cui trasferirsi, ma di uno stato interiore che nasce quando la vita personale è coerente con i propri valori. Attraverso il destino dei due protagonisti, il romanzo esplora il prezzo delle scelte e la difficoltà di costruire una vita autentica in contesti ancora segnati da forti imposizioni maschiliste e da regole extra-statali.
L’opera si inserisce nella produzione di Giuman, veneziano di nascita e residente in Colombia dal 2007. Nato nel 1982, è specialista in cooperazione internazionale in contesti di conflitto e emergenze umanitarie e ha lavorato come consulente per le Nazioni Unite in numerosi paesi dell’America Latina e oltre, tra cui Palestina, Repubblica Democratica del Congo, Papua Nuova Guinea, Nepal, Haiti, Cina e Stati Uniti. In Colombia ha collaborato con la rivista Semana. Tra i suoi libri precedenti figurano Ho imparato a uccidere a vent’anni (2011), Giù dal cielo la mia anima (2015) e Al presente, tutto (2023), quest’ultimo finalista al premio Il Pavone.
Di libertà e tempesta è pubblicato da Edizioni Il Ciliegio nella collana Narrativa ed esce il 25 settembre 2026; ISBN 979-12-5610-139-9, 400 pagine, prezzo di copertina 20,00 euro.
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