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Settembre conferma la sua attrattiva per le vacanze balneari: secondo Confcommercio, circa 10 milioni di italiani prediligono partire in questo mese, approfittando di temperature ancora miti e di tariffe più basse sugli alloggi.
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Un rapporto dell’Istituto Demoskopika segnala che tra luglio e agosto 2026 i prezzi sono aumentati rispetto al 2025: in media i turisti hanno pagato 2,86 euro in più per ogni pernottamento e 12,50 euro in più per ogni soggiorno. Questo rincaro spinge molte famiglie e coppie a posticipare le ferie a settembre, quando i costi calano sensibilmente.
Il mese presenta una forbice di risparmio che varia dal 15% al 30%, a seconda della località e della tipologia di alloggio. Nelle località balneari “standard” i soggiorni settimanali si attestano generalmente tra 300 e 390 euro; per soggiorni mensili la soglia indicata è fino a 1.500 euro. Le destinazioni più esclusive mantengono prezzi elevati, ma risultano comunque più accessibili rispetto ai picchi estivi.
L’Osservatorio Confturismo-Confcommercio, insieme a Swg, mostra come il mare resti la meta principale per le vacanze di settembre: circa il 41% dei viaggiatori lo sceglierà. A seguire, il 26% opterà per città d’arte e il 18% per la montagna.
Tra le località marittime preferite emergono diverse aree del Sud: la Sicilia — con Lampedusa, Pantelleria e la Sicilia occidentale — dove le temperature permettono ancora il bagno fino a metà mese; la Puglia, in particolare Salento e Gargano; la Sardegna, nella Gallura e nel Sud-Est; e la Calabria, con Tropea e la Costa degli Dei, segnalata per acque limpide e condizioni adatte al mare anche in settembre.
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