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Venezia Ieri & Oggi: il Rio di San Girolamo. Di Enzo Pedrocco

Come cambia Venezia, a dispetto del ritornello "Venezia no, non cambia mai": oggi Enzo Pedrocco mostra i cambiamenti del Rio di San Girolamo.

VENEZIA IERI & OGGI

Il Rio di San Girolamo, a Cannaregio, com’era nel 1912 (foto a sinistra) e com’è oggi (foto a destra). Contrariamente a ciò che si è soliti pensare, anche Venezia – a dispetto dei vincoli che ne dovrebbero tutelare l’integrità ambientale – cambia: eccome, se cambia!

E ciò a dispetto, fra l’altro, di un popolare e noto motivetto canoro che non pochi veneziani sono soliti intonare nelle loro riunioni conviviali – “Cambiano le città…Venezia no…Venezia no, non cambierà mai!” – il cui ingenuo ottimismo è tuttavia, molto più spesso di quanto non si pensi, ampiamente smentito nei fatti.

Un esempio alquanto eloquente di come e quanto cambi Venezia nel corso degli anni, anche se non proprio alla stregua delle altre città, lo si può constatare, del resto, scorrendo le foto contenute nel catalogo di una interessantissima mostra che la sezione veneziana di “Italia Nostra” curò nel lontano 1963 – da cui è tratta la foto postata – in cui, per la prima volta, vennero denunciati gli errori – o, se si preferisce, gli orrori – compiuti in ossequio all’inopinata e bizzarra idea, partorita da alcuni “progressisti” dell’epoca, di voler industrializzare e modernizzare Venezia al fine di salvarla dalla sua decadenza economica e fisica.

Idea che fra l’altro causò, come più di qualche anziano sicuramente ricorderà, il sacrificio di non pochi spazi aperti, estesissimi e per lo più adibiti a verde pubblico, per far posto a fabbriche di vario genere, oggigiorno in gran parte dismesse e in abbandono, o a case chiamate eufemisticamente popolari, edificate, sia le une sia le altre, senza alcuna considerazione della particolarità e peculiarità, fra l’altro, del contesto in cui venivano inserite, nonchè del valore estetico o funzionale di ciò che veniva talvolta demolito per far posto a esse.

ENZO PEDROCCO

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Enzo Pedrocco
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Enzo Pedrocco è la memoria storica di Venezia. Veneziano "DOC" ha mille storie da raccontare, mille immagini da mostrare.
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2 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. A proposito di rii…esiste un bel tomo dal titolo “Un’altra Venezia” – immagini e storia degli antichi canali scomparsi- di Giampietro Zucchetta , Erizzo editore, 1995.

  2. un bell’esempio è quello di S.Elena, “quartiere” residenziale, non certo popolare, sorto dal nulla nel periodo tra le due guerre, utilizzando tecniche e materiali costruttivi inadatti per l’ambiente veneziano, tanto promossi dalla nuova mitologia architettonica e dall’enfasi di regime (come la novità del cemento armato) e che inevitabilmente continuano a degradarsi. Vedere e considerare l’opera di Eugenio Miozzi, ingegnere capo del Comune di Venezia fino al 1954. Consultare: “Venezia nei secoli. La città. La laguna.” Opera in quattro volumi dello stesso Miozzi.

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