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Scontro fuori dalla discoteca: Fedez e bodyguard contro quattro giovani

Quattro giovani da Padova hanno denunciato Fedez e i suoi bodyguard per minacce e lesioni dopo un episodio avvenuto la mattina del 16

Quattro ragazzi padovani hanno presentato una denuncia alla procura di Milano sostenendo di essere stati minacciati e picchiati, la notte tra il 15 e il 16 ottobre, davanti alla discoteca The Club in largo La Foppa. Tra gli indagati figura il rapper Federico Leonardo Lucia, noto come Fedez, oltre a membri della sua sicurezza privata.


Secondo l’atto depositato lunedì scorso dagli avvocati delle presunte vittime — Alberto Berardi, Giuseppe Lombardino e Paolo Tabasso — l’episodio sarebbe avvenuto poco prima delle cinque del mattino. I quattro, in trasferta a Milano per salutare un amico, avrebbero avvicinato il cantante per chiedere un selfie dopo la serata: il clima sarebbe rapidamente degenerato.


Nella denuncia si ricostruisce una escalation verbale e poi fisica. I giovani raccontano di insistenze e di una prima reazione alterata da parte di Fedez, che avrebbe lanciato avvertimenti prima che la situazione precipitasse. Stando al loro racconto, il rapper avrebbe colpito al volto uno dei 19enni e la sicurezza avrebbe continuato l’aggressione: dai filmati allegati agli atti emergerebbero inoltre inseguimenti per alcuni metri lungo corso Garibaldi.


I video, depositati con la querela, sono indicati come elementi utili per ricostruire dinamiche e responsabilità; i denuncianti hanno chiesto anche che vengano ascoltati come testimoni gli amici e i passanti presenti quella notte. Le telecamere di zona saranno acquisite dagli inquirenti per verificare le versioni nel dettaglio.


All’arrivo della polizia sul posto, il gruppo che accompagna il cantante si sarebbe già allontanato; sul marciapiede sono rimasti i quattro giovani aggrediti. Uno dei 19enni è stato soccorso dal 118 e trasportato al Policlinico. I referti medici citati nella denuncia parlano di una perdita di coscienza di qualche secondo con amnesia retrograda, un taglio nella parte alta della fronte destra e contusioni allo zigomo sinistro e alla tempia destra. La prognosi è stata di quattro giorni.


Gli altri tre ragazzi hanno riportato lesioni meno gravi: escoriazioni, alcuni tagli e, per uno di loro, un breve episodio di perdita di coscienza con nausea. Le diagnosi riscontrate al rientro a casa indicano prognosi da uno a tre giorni.

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Nella querela viene inoltre ricordato un episodio avvenuto pochi giorni prima, tra il 9 e il 10 ottobre, quando un barman di un locale a nord-ovest di Milano denunciò che la sicurezza del cantante e del locale gli aveva imposto la cancellazione di una fotografia scattata a Fedez, e che in seguito gli era stato strappato il telefono e sarebbe stato colpito. I legali dei ragazzi hanno inserito quel fatto nel quadro probatorio per delineare un contesto in cui sarebbe ricompreso l’ultimo episodio.


La denuncia richiama anche precedenti tensioni avvenute nello stesso locale: nell’aprile del 2024, si ricorda nell’atto, il rapper sarebbero stato coinvolto in una rissa con Cristiano Iovino, con sviluppi successivi che portarono a una spedizione punitiva fuori dall’abitazione del personal trainer. In quel contesto, figure come Cristian Rosiello e Luca Lucci vennero citate e in seguito coinvolte nell’inchiesta Doppia Curva della Dda.


Gli investigatori procederanno ora con le verifiche sulle immagini e con l’audizione di testimoni per ricostruire passo dopo passo quanto accaduto la mattina del 16 ottobre.


Da parte sua, la difesa di Fedez — affidata agli avvocati Gabriele Minniti e Andrea Petrolucci — ha respinto l’accusa di un pestaggio. I legali precisano che il loro assistito avrebbe reagito a un’aggressione da parte di alcuni giovani in evidente stato di alterazione e negano che il cantante abbia partecipato a un’aggressione organizzata, avvertendo che chi diffonderà versioni difformi dovrà rispondere davanti all’autorità giudiziaria.

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Mario Nascimbeni
Mario Nascimbeni
Giornalista professionista, collabora con testate nazionali. Ha base operativa a Roma, ma la sua professione lo porta in ogni parte del mondo.
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