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Un controllo di routine all’imbarcadero si è trasformato in un arresto clamoroso, capace di scuotere la quiete della Giudecca e di sorprendere anche gli investigatori. Un veneziano di 21 anni, incensurato e residente sull’isola, è stato arrestato dai carabinieri nella notte tra sabato e domenica con l’accusa di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. In casa, i militari hanno trovato oltre quattro chili di hashish, marijuana, 27 mila euro in contanti e tutto il materiale necessario per il confezionamento delle dosi.
Tutto è iniziato domenica sera, nei pressi di un imbarcadero del vaporetto in Riva degli Schiavoni. Il giovane è stato notato dai carabinieri della Compagnia di Venezia mentre si aggirava nella zona con un atteggiamento che ha attirato l’attenzione dei militari impegnati nei servizi di controllo del territorio, rafforzati in questi giorni anche in relazione all’attivazione delle cosiddette “zone rosse”, operative dal 20 dicembre fino al 6 gennaio. Fermato per un controllo, il 21enne è apparso subito nervoso e insofferente alle domande, un comportamento che ha spinto i carabinieri ad approfondire gli accertamenti.
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Scopri come fare
La perquisizione personale ha portato al rinvenimento di circa sei grammi di marijuana nascosti nelle tasche del giovane. Una quantità modesta, che da sola non avrebbe fatto pensare a un’attività di spaccio strutturata, ma sufficiente a far scattare ulteriori verifiche. I militari hanno così deciso di accompagnarlo nella sua abitazione alla Giudecca, dove il quadro è cambiato radicalmente.
All’interno dell’appartamento, i carabinieri si sono trovati di fronte a quella che, secondo gli investigatori, era una vera e propria base operativa per lo spaccio. Sono stati sequestrati oltre quattro chili di hashish, in gran parte già suddivisi in 38 panetti, altri 54 grammi di marijuana, bilancini di precisione, cellophane e tutto l’occorrente per la preparazione delle dosi da immettere sul mercato. Accanto alla droga, nascosta in casa, anche una somma in contanti di circa 27 mila euro, ritenuta il provento dell’attività illecita.
Un quantitativo così ingente di stupefacente, sottolineano gli investigatori, non è compatibile con un uso personale e fa pensare a un ruolo tutt’altro che marginale del giovane all’interno di un più ampio giro di spaccio. Colpisce anche il profilo del ragazzo: giovanissimo, incensurato, residente in una zona periferica rispetto ai tradizionali luoghi del traffico di droga del centro storico e, secondo quanto trapela, appartenente a una famiglia conosciuta in città. Un arresto che è piombato come un fulmine a ciel sereno sui familiari.
Al termine delle formalità di rito, su disposizione del pubblico ministero Andrea Petroni, il 21enne è stato arrestato e condotto nel carcere di Santa Maria Maggiore, dove si trova tuttora detenuto. Nelle prossime ore comparirà davanti al giudice per le indagini preliminari Lea Acampora per l’interrogatorio di garanzia e la convalida dell’arresto. Assistito dall’avvocato Marco Zanchi, il giovane potrà scegliere se avvalersi della facoltà di non rispondere o fornire la propria versione dei fatti, chiarendo anche l’eventuale rete di contatti e canali di approvvigionamento.
Intanto le indagini dei carabinieri proseguono, con l’obiettivo di ricostruire i legami del giovane e verificare se lo spaccio fosse limitato all’ambito locale o inserito in un circuito più ampio.
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