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Il Venezia ottiene la sua prima vittoria esterna della stagione nel momento più atteso, imponendosi sul Padova in un derby che ha assunto un valore cruciale tanto per la classifica quanto per il morale della squadra guidata da Giovanni Stroppa. All’Euganeo è arrivata una prova solida, costruita su un approccio immediato e su un controllo del gioco che raramente è sfuggito agli arancioneroverdi. Il Padova, penalizzato da diverse assenze, ha provato a reagire soprattutto nella ripresa, trovando però sulla sua strada un Stankovic in giornata di grazia.
La partita si è disputata in un clima particolare, segnato dall’assenza pressoché totale del tifo ospite, dopo il divieto di trasferta imposto dal prefetto. Solo 67 sostenitori, non provenienti dalle province di Venezia e Treviso, erano presenti nel settore ospiti. L’avvio dell’incontro è stato accompagnato da un ulteriore silenzio: i tifosi biancoscudati hanno infatti osservato uno sciopero del tifo per i primi 20 minuti, in segno di protesta per la limitazione imposta ai rivali.
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Sul campo, però, il Venezia ha imposto fin da subito il proprio ritmo. Stroppa ha confermato Compagnon dal primo minuto sulla fascia destra, mentre Hainaut è stato spostato a sinistra. In avanti è stato scelto Fila al posto di Adorante. Dopo appena due minuti la squadra lagunare ha costruito la prima grande occasione: una progressione di Doumbia sulla sinistra ha liberato Yeboah, il cui potente destro è stato respinto da Fortin. Il Padova ha replicato con un’iniziativa di Faedo, fermata in angolo da Stankovic, ma l’impressione generale era quella di un Venezia più preciso e aggressivo.
Al 9’ è arrivato il vantaggio arancioneroverde. Busio ha chiuso un triangolo con Yeboah e ha battuto Fortin con un destro dal limite, indirizzando il match sui binari preferiti dalla formazione lagunare. Da quel momento, il Venezia ha continuato a mantenere il possesso e a creare situazioni favorevoli sulla trequarti, pur senza riuscire a incrementare il vantaggio. Una rete di Hainaut, servito da Compagnon, è stata annullata per fuorigioco, mentre altre opportunità sono sfumate per imprecisione nell’ultimo passaggio.
Il Padova, privo di sei elementi tra infortuni e squalifiche, ha faticato a rispondere con continuità nel primo tempo. La squadra di Andrea Andreoletti è apparsa timida nel recupero della palla e poco incisiva nella metà campo avversaria, lasciando all’iniziativa veneziana la parte centrale della frazione. Solo nel finale i biancoscudati hanno cercato di aumentare la pressione, senza però creare occasioni tali da impensierire seriamente Stankovic.
La ripresa si è aperta con le prime mosse dalla panchina. Stroppa ha sostituito Compagnon, ancora non al meglio fisicamente, inserendo Sagrado. Il Venezia ha avuto subito due opportunità per chiudere la partita, prima con Doumbia e poi con Yeboah, ma in entrambi i casi è mancata la lucidità nella finalizzazione. Il Padova ha risposto inserendo Papu Gomez, accolto da un lungo applauso dei tifosi di casa. L’ex campione d’Europa è però apparso poco brillante dal punto di vista atletico e non è riuscito a incidere come sperato.
Con il passare dei minuti il Venezia ha continuato a comandare il gioco, ma ha commesso diverse imprecisioni in fase di rifinitura, lasciando al Padova l’occasione di ripartire e tentare di riequilibrare il match. La reazione biancoscudata è stata affidata in particolare a Bortolussi e Faedo, che hanno costretto Stankovic a due interventi decisivi intorno al quarto d’ora della ripresa. Il portiere italo-serbo ha risposto con prontezza, confermandosi uno dei protagonisti dell’incontro.
Al 20’ è arrivato l’episodio che ha segnato definitivamente il derby. Yeboah, tra i più attivi in campo nonostante il rientro recente dagli impegni con la nazionale ecuadoriana, ha superato Barreca in area, inducendo il difensore al fallo. L’arbitro ha assegnato il rigore, trasformato dallo stesso Yeboah con sicurezza. Il Venezia si è così portato sul 2-0, trovando il gol che aveva inseguito per gran parte della gara.
Nei minuti successivi la squadra di Stroppa ha mantenuto il controllo del gioco, pur concedendo qualche ripartenza di troppo nella fase conclusiva. Bonaiuto e Bortolussi hanno impegnato ancora Stankovic, autore di altre due parate determinanti. In particolare, l’attaccante biancoscudato ha avuto una grande opportunità negli ultimi minuti, controllando il pallone e scavalcando Schingtienne, ma trovando nuovamente l’opposizione del portiere veneziano.
Il Padova ha chiuso la gara con la consapevolezza di aver dato una risposta più convincente nella ripresa, ma anche con il rammarico per una prestazione nel complesso insufficiente rispetto alla qualità espressa dal Venezia. La sterilità offensiva rimane uno dei principali problemi della formazione biancoscudata, che ora vede avvicinarsi la zona pericolosa della classifica.
Dall’altra parte, il Venezia si prepara alla sfida interna con il Mantova con rinnovato ottimismo. La vittoria nel derby, arrivata dopo sei tentativi senza successi lontano dal Penzo, rilancia la squadra nella corsa verso le prime posizioni, in attesa dei risultati di Monza e Modena. La prova di maturità offerta all’Euganeo conferma la solidità del gruppo e l’efficacia del sistema di gioco impostato da Stroppa, in vista delle prossime sfide di campionato.
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