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Chikungunya, 36 casi accertati nell’Est Veronese: grande attenzione delle autorità sanitarie

Chikungunya, 36 casi accertati nell’Est Veronese, fortunatamente nessuno dei pazienti presenti forme gravi della malattia. L’Est Veronese si conferma epicentro veneto del virus Chikungunya. In poco più di un mese sono stati registrati 36 casi, la metà dei quali nel comune di Sant’Ambrogio di Valpolicella. Sebbene nessuno dei pazienti presenti forme gravi della malattia, la […]

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Chikungunya, 36 casi accertati nell’Est Veronese, fortunatamente nessuno dei pazienti presenti forme gravi della malattia.

L’Est Veronese si conferma epicentro veneto del virus Chikungunya. In poco più di un mese sono stati registrati 36 casi, la metà dei quali nel comune di Sant’Ambrogio di Valpolicella. Sebbene nessuno dei pazienti presenti forme gravi della malattia, la diffusione ha destato l’attenzione delle autorità sanitarie, spingendo l’Ulss 9 Scaligera a convocare una conferenza stampa straordinaria per illustrare le misure di contenimento e i piani di prevenzione.

Al tavolo, accanto ai vertici dell’azienda sanitaria, erano presenti anche il sindaco di Sant’Ambrogio e il presidente della Provincia di Verona. Un segnale chiaro della volontà di affrontare in modo corale l’emergenza, che non riguarda soltanto il sistema sanitario ma l’intera comunità. Il virus, trasmesso dalla zanzara tigre, trova infatti terreno fertile in estate e si diffonde con rapidità, soprattutto in presenza di ristagni d’acqua e ambienti non adeguatamente curati.

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Le strategie messe in campo prevedono disinfestazioni mirate porta a porta e campagne di sensibilizzazione rivolte ai cittadini, chiamati a svolgere un ruolo attivo nella lotta alla diffusione. Le raccomandazioni sono semplici ma fondamentali: eliminare i ristagni d’acqua da sottovasi, grondaie e bidoni, proteggere cortili e balconi con zanzariere o coperture adeguate, mantenere pulite le aree verdi private.

«Il decorso della malattia resta sotto controllo — hanno ribadito i sanitari — ma senza la collaborazione dei cittadini sarà difficile ridurre il rischio di nuovi contagi». Al momento, i casi di Chikungunya sono circoscritti al territorio veronese e non si registrano episodi autoctoni nelle altre province del Veneto. Tuttavia, l’attenzione resta alta: la presenza della zanzara tigre, ormai stabile in gran parte della regione, rende possibile l’estendersi del fenomeno se non si adottano tempestivamente le giuste precauzioni.

La vicenda mette ancora una volta in evidenza l’importanza della prevenzione, che passa non solo dalle istituzioni ma anche dai piccoli gesti quotidiani di ciascun cittadino. Solo attraverso una responsabilità condivisa sarà possibile contenere la diffusione del virus e proteggere la salute pubblica.

Federico Fortesa
Federico Fortesa
Non sono un giornalista, sono informatico ma il web è il mio mondo e le etichette non mi piacciono... Amo stare tra la gente e seguo tutti gli eventi e gli appuntamenti che posso. La mia mail qui: federico_f@lavocedivenezia.it
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