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Tabaccheria veneziana appoggio dei borseggiatori per acquisti con carte rubate: verso rinvio a giudizio

Una piccola tabaccheria veneziana, a due passi dal Ponte di Rialto, sarebbe stata trasformata in un punto di riciclaggio per carte di credito rubate. È quanto emerge dall’inchiesta della Procura di Venezia, che ha portato alla richiesta di rinvio a giudizio per due uomini, padre e figlio, rispettivamente di 82 e 51 anni, titolari della […]

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Una piccola tabaccheria veneziana, a due passi dal Ponte di Rialto, sarebbe stata trasformata in un punto di riciclaggio per carte di credito rubate. È quanto emerge dall’inchiesta della Procura di Venezia, che ha portato alla richiesta di rinvio a giudizio per due uomini, padre e figlio, rispettivamente di 82 e 51 anni, titolari della “Bottega della Pipa” in campo San Salvador, ora chiusa e sotto sequestro.

L’indagine, condotta dai Carabinieri e coordinata dal pubblico ministero Giorgio Gava, ha portato alla luce un presunto sistema di riciclaggio che avrebbe permesso l’utilizzo sistematico di carte di credito sottratte ai turisti nel centro storico di Venezia. Insieme ai due esercenti, è stato chiesto il rinvio a giudizio per due borseggiatori di origine romena, arrestati il 28 aprile scorso all’interno della tabaccheria, mentre effettuavano transazioni con carte appena sottratte a ignari visitatori.

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Un meccanismo ben oliato

Le indagini sono iniziate nel mese di febbraio, quando i militari dell’Arma hanno notato un’anomalia: decine di carte rubate risultavano utilizzate sempre nello stesso punto vendita. Da lì, sono partite le attività di sorveglianza e intercettazione. Le telecamere installate all’interno del locale hanno permesso di documentare ben 109 operazioni sospette, per un valore complessivo di circa 12 mila euro. Le transazioni avvenivano sempre in maniera simile: veniva simulato un acquisto di prodotti dei Monopoli di Stato, come sigarette o marche da bollo – beni per cui non è previsto obbligo di scontrino – e la merce non veniva consegnata. I Vianello incassavano l’importo e restituivano in contanti ai borseggiatori la metà della somma, trattenendo il resto.

Le intercettazioni e l’apprendista

Le intercettazioni telefoniche e ambientali hanno fornito un quadro ancora più inquietante. I due titolari avrebbero persino classificato i borseggiatori in base alla loro “produttività”, valutando chi tra loro fosse il più efficace nel trafugare carte di credito. Secondo quanto documentato dagli investigatori, padre e figlio stavano addestrando un apprendista, destinato a sostituirli a giorni alterni, spiegandogli nel dettaglio come gestire i pagamenti illeciti.

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La difesa: “Sotto minaccia”

Durante l’interrogatorio davanti al pubblico ministero, uno dei due esercenti – assistito dall’avvocato Aldo Ghezzo – ha ammesso le sue responsabilità, ma ha sostenuto di essere stato vittima di un’escalation di minacce e furti da parte dei borseggiatori. Ha parlato di “clima pesante”, fatto di pressioni, intimidazioni e persino sottrazioni di merce, tra cui un modellino di Lamborghini dal valore di 4 mila euro. Il suo racconto descrive una situazione fuori controllo, in cui i due esercenti avrebbero cercato di “gestire” i malintenzionati, piuttosto che denunciarli, con l’intento di limitare danni economici e rischi per la propria incolumità.

La tesi difensiva nega l’esistenza di un vero e proprio accordo tra i Vianello e i borseggiatori. La spartizione degli incassi non sarebbe stato il frutto di una complicità criminale, bensì una forma di “risarcimento” per la merce rubata e i danni subiti.

Quale scenario ora: patteggiamento o rito abbreviato?

Con la chiusura dell’inchiesta in tempi rapidi e la richiesta di rinvio a giudizio già formalizzata, gli imputati potrebbero ora optare per un rito alternativo al dibattimento, come il rito abbreviato o il patteggiamento. Quest’ultimo, tuttavia, richiederebbe un’offerta di risarcimento da parte degli imputati. Proprio per questo motivo, è stata messa in vendita la licenza della tabaccheria, oggi sotto sequestro: la vendita richiede l’autorizzazione della Procura.

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A cura della redazione di www.lavocedivenezia.it .
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