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“L’incerto futuro di Venezia: una città priva di ricambio generazionale”. La lettera

L’elevata percentuale di anziani fra la residua popolazione veneziana –  che va riducendosi, com’è noto, ogni giorno di più – e il conseguente considerevole divario che essa inevitabilmente comporta tra morti e nascite, con una netta prevalenza delle prime sulle seconde,  getta non poche ombre sul futuro di Venezia.  Con la sua popolazione ridotta ai […]

L’elevata percentuale di anziani fra la residua popolazione veneziana –  che va riducendosi, com’è noto, ogni giorno di più – e il conseguente considerevole divario che essa inevitabilmente comporta tra morti e nascite, con una netta prevalenza delle prime sulle seconde,  getta non poche ombre sul futuro di Venezia. 

Con la sua popolazione ridotta ai minimi storici e priva del necessario ricambio generazionale, Venezia rischia infatti, a scadenza più o meno breve, di avviarsi inesorabilmente verso lo spopolamento e alla perdita di quelle caratteristiche sociali ed economiche che l’hanno fin qui connotata, per divenire, con ogni probabilità, tutt’altra cosa: ciò che un po’ tutti gli amministratori e le forze politiche locali  sembrano paventare, quantomeno a parole, ma che non fanno nulla, di fatto, per impedirlo.

Enzo Pedrocco

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6 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. Caro Enzo,

    la tua analisi mi sembra più l’espressione di una preoccupazione per il tempo limitato che ci è dato, piuttosto che una concreta angoscia per il futuro di Venezia. In fondo, la città ha saputo reinventarsi nei secoli, e probabilmente continuerà a farlo anche se oggi il ricambio generazionale appare inadeguato. Quello che interpreto nei tuoi scritti, e che forse condividiamo tutti in qualche momento, è il timore che stiamo vivendo troppo intensamente il presente, che ci sentiamo schiacciati dalla velocità dei cambiamenti e dall’incertezza del domani, tanto da proiettare queste ansie direttamente sul destino della nostra amata città.

    Tuttavia, Venezia, con il suo fascino immortale e la sua storia millenaria, sarà ancora lì tra mille anni, pur dovendo affrontare le stesse problematiche—seppur in forme nuove—che oggi cerchiamo disperatamente di discutere e “risolvere” con i nostri commenti. Forse, piuttosto che cadere in una spirale di preoccupazione, dovremmo accettare che il cambiamento è un processo continuo, in cui ogni epoca trova i suoi strumenti per affrontare le sfide. I nostri interventi, pur essendo linguaggio del presente, sono parte integrante di un dialogo che ha alimentato il percorso di Venezia per secoli.

    Un saluto

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