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Vittorio Sgarbi, noto critico d’arte, saggista ed ex sottosegretario alla Cultura, si trova attualmente ricoverato al Policlinico Gemelli di Roma, dove è sottoposto a un costante monitoraggio medico. La decisione del ricovero è stata presa a seguito del peggioramento del suo stato fisico e mentale, dovuto a una sindrome depressiva che da tempo lo affligge. Una delle conseguenze più preoccupanti del suo attuale quadro clinico è il rifiuto di alimentarsi, circostanza che ha reso necessario un intervento tempestivo da parte dei sanitari.
Negli ultimi mesi, Sgarbi ha affrontato un periodo particolarmente complesso, segnato da eventi che hanno inciso profondamente sulla sua vita personale e professionale. Lo scorso dicembre è uscito in libreria il suo ultimo lavoro editoriale, Natività. Madre e figlio nell’arte, una testimonianza ulteriore della sua passione per la cultura e della sua acuta capacità di analisi. Tuttavia, il 2024 è stato per lui un anno turbolento, cominciato con le dimissioni dal ruolo di sottosegretario e proseguito con una serie di indagini che lo hanno visto coinvolto in vicende legate al mondo dell’arte. A queste difficoltà si sono aggiunti i problemi di salute, che lui stesso ha sempre affrontato con grande franchezza, come già avvenuto in passato quando parlò pubblicamente del suo tumore alla prostata.
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Il critico d’arte non ha mai nascosto la sua battaglia contro la depressione, definendola in una recente intervista a Robinson de La Repubblica come “una condizione morale e fisica che non posso evitare. Come abbiamo il corpo, così esistono anche le ombre della mente, dei pensieri, fantasmi che sono con noi e che non posso allontanare”. Parole che descrivono con lucidità il senso di smarrimento da lui vissuto, al punto da paragonare il suo stato attuale a “un treno fermo in una stazione sconosciuta”.
Nelle ultime settimane, nonostante il malessere, Sgarbi ha continuato a esprimere il suo pensiero sui social, alternando riflessioni personali a considerazioni sull’attualità culturale. Il 19 marzo ha ricordato con affetto il padre, sottolineando il ruolo della madre come ponte tra loro, mentre l’8 marzo ha dedicato un tributo alle donne, citando Artemisia Gentileschi come “la prima femminista della storia”. Persino il Festival di Sanremo non è sfuggito alla sua attenzione, con un commento ironico sull’edizione di quest’anno, definita “troppo seriosa” e priva di “veri fricchettoni”.
Ora, però, la situazione appare più critica e la sua salute desta preoccupazione tra amici e colleghi. In un accorato appello pubblicato su La Verità, il giornalista e scrittore Marcello Veneziani ha espresso il desiderio di vedere il suo amico rialzarsi e riprendere il cammino con l’energia di sempre. In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, Veneziani ha inoltre ipotizzato che la depressione di Sgarbi possa essere legata a un “narcisismo ferito”, generato dalla percezione che alcune sue libertà impulsive non potranno più essere esercitate come un tempo.
Ma chi conosce Vittorio Sgarbi sa bene che il suo spirito combattivo potrebbe ancora una volta sorprenderci. “Non escludo un risorgimento personale”, ha dichiarato Veneziani, suggerendo che l’unica via d’uscita per l’intellettuale sia quella di un “passaggio simbolico”, che lo porti a lasciarsi alle spalle il “Vittorio Uno” per rinascere come “Vittorio Due”. Qualunque sia il futuro che lo attende, l’augurio di amici, colleghi e appassionati d’arte è che possa presto ritrovare la forza di reagire e tornare a essere una voce inconfondibile nel panorama culturale italiano.
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