Il fatto è impossibile da dimenticare: lunedì 28 ottobre scorso Eleonora Chinello, 14 anni, viene investita mentre è in bicicletta diretta verso la fermata dell’autobus. Sta andando a scuola, all’istituto tecnico commerciale Lazzari di Dolo. La piccola è a terra in condizioni gravissime essendo stata travolta da un’auto in arrivo. Ma quando arriva il 118 dal Pronto soccorso piovese, con un equipaggio di emergenza composto da due infermiere e una dottoressa A.M.L. con l’auto medica, la dottoressa osserva la scena e – secondo l’atto d’accusa – dice alle infermiere «Fate voi».
Che cosa è successo alla dottoressa che si sarebbe “bloccata”? E’ stata colta da panico? Non sapeva come intervenire?
Il medico fa parte di una ditta privata che offre le prestazioni dei professionisti in convenzione alle Ulss. Evidentemente ha tutti i titoli in regola per operare nell’emergenza in quanto i contratti, che servono a riempire i vuoti di organico nella sanità pubblica, sono molto precisi e controllati.
Fatto sta che le due infermiere, dopo l’intervento, hanno compilato il rapporto su quanto eseguito, compreso quell’impietoso «Fate voi». A quel punto l’azienda sanitaria ha trasmesso gli atti in procura. Per questo motivo il pubblico ministero padovano Sergio Dini ha posto sotto indagine la dottoressa per omicidio colposo, interruzione di pubblico servizio e omissione di atti d’ufficio.
L’incarico di un secondo accertamento autoptico, teso ora a stabilire se l’intervento medico avrebbe potuto invece salvare la 14enne, è stato affidato al dott. Antonio Cirnelli. All’esame partecipa, quale consulente tecnico per la parte offesa, la dott.ssa Alessandra Rossi, medico legale di Padova, messa a disposizione da Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini a cui si sono affidati, per fare piena luce sui tragici fatti e ottenere giustizia, i familiari della ragazzina.
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Vergogna per la dottoressa, che dovrebbe fare la commessa! Pietà per la ragazza morta, che aveva diritto di vivere.
Rabbia dei familiari e non solo, per questa giovane vita letteralmente RUBATA.
che orrore.
Non tutti i pazienti sono pazienti e non tutti i dottori sono bravi medici. È un po’ come dire che non tutti i cuochi sanno cucinare e non tutti i pittori sanno dipingere. Ma, almeno ci provano, giusto? Ma no, sulla nostra pelle.
vergogna questa sarebbe la sanità….un medico che nonsi degna di visitare una povera ragazza che ha appena avuto un incidente. ne sento tutti i gg di fatti così anche mia mamma è morta per colpa dei medici che hanno fatto mille errori …..e poi il veneto sarebbe al primo posto nella sanita….ma va la’.
Se il governo ha inasprito i provvedimenti contro chi aggredisce medici e infermieri ora non sarebbe il caso di
inasprire pure i provvedimenti contro medici e infermieri che danneggiano o uccidono i pazienti?
giusto!!!!!!
Pietá per entrambe, due vite perse…