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Dalla Torre dell’Orologio a San Marco si stacca un pezzo di marmo e piomba sulla piazza più famosa del mondo. Un distaccamento improvviso, pericoloso e forse mortale se qualcuno fosse passato nei paraggi in quel momento. Fortunatamente, nulla di tutto questo è accaduto.
Si tratta, per la precisione, del distaccamento di una piccola lastra di marmo a decoro della sommità della colonna di destra della torre dell’orologio. Il pezzo di marmo ha una misura di 40×40 cm e cadendo da quella altezza è andato in frantumi.
La causa del distaccamento è stata, probabilmente, il forte vento di scirocco di questi giorni, e la porzione lapidea è piombata sulla Piazza, davanti al bar Americano, nella notte fra martedì e mercoledì. Poche ore prima, tra l’altro, che in Piazza San Marco si tenesse la cerimonia delle laurea di oltre mille studenti dell’università Ca’ Foscari di Venezia. In quel momento il salotto buono di Venezia sarebbe stato affollato, gremito di familiari e amici dei neo dottori e dottoresse, pronti ad assistere alla proclamazione. E oltre a loro, i soliti numerosi turisti che affollano Piazza San Marco.
Le indagini dei vigili del fuoco e dei tecnici comunali hanno stabilito che a piombare sulla Piazza è stata una porzione del rivestimento lapideo del pilastro laterale della Torre dell’Orologio. Pare si tratti di un distacco localizzato, dovuto ad un perno arrugginito.
Ieri mattina sono intervenuti i pompieri e la polizia locale, che hanno circoscritto l’area con del nastro segnaletico. La Torre dell’Orologio è custodita dalla Fondazione Musei Civici e rappresenta uno dei simboli di Venezia.
I vigili del fuoco sono intervenuti, prima delle 9, su richiesta della polizia municipale ed hanno subito transennato la zona, svolgendo un primo sopralluogo per vedere se vi fossero altre parti a rischio di distacco immediato.
Successivamente è intervenuto un tecnico dei beni culturali che ha eseguito ulteriori verifiche in collaborazione con i pompieri. Così, i resti della lastra andati in frantumi, sono stati recuperati.
Le operazioni di messa in sicurezza del luogo da parte dei vigili del fuoco sono terminate alle 11 circa.
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LagiovaneVenezia, Adesso arriva lui, il grande esperto di legge, pronto a illuminarci tutti con la sua saggezza. Non sia mai che ci lasciamo sfuggire l’imperfezione, vero? Perché, si sa, solo i filosofi e gli esteti possono permettersi di parlare di cose così elevate. Noi comuni mortali, invece, dobbiamo accontentarci del linguaggio giuridico. Che fortuna!
L’essenza dell’imperfezione, che Lei menziona, è un tema affascinante e profondamente radicato nella filosofia. L’imperfezione è ciò che rende l’esperienza umana unica e irripetibile. È attraverso le nostre imperfezioni che troviamo la bellezza e la profondità della vita. Come diceva il filosofo giapponese Kintsugi, le crepe e le rotture non sono da nascondere, ma da valorizzare, poiché raccontano la storia del nostro essere.
La legge, con la sua ricerca di precisione e chiarezza, può sembrare in contrasto con questa visione. Tuttavia, anche nella sua rigidità, essa cerca di avvicinarsi a un ideale di giustizia che, per sua natura, è imperfetto e in continua evoluzione. Forse, è proprio nell’incontro tra queste due dimensioni – la precisione della legge e l’imperfezione della vita – che possiamo trovare un equilibrio armonioso.
Con stima e riflessione, Un Filosofo.
Continuate pure con i concerti,frecce azzurre, installazioni serie……bravi!
Bene. E adesso chi risponde ai sensi dell’art. 677 del codice penale?
Un privato cittadino sarebbe già stato denunciato dalla Polizia Municipale ed avrebbe dovuto sostenere un procedimento penale con sanzione pecuniaria. Lo stato invece si auto assolve o al massimo scaricherà la responsabilità dal Comune alla Soprintendenza, alla Fondazione Musei Civici di Venezia. Bella gisutizia! Vedremo!
L’articolo 677 del Codice Penale italiano riguarda l’omissione di lavori in edifici o costruzioni che minacciano rovina. In particolare, stabilisce che il proprietario di un edificio o di una costruzione, o chi è obbligato alla loro conservazione o vigilanza, che omette di eseguire i lavori necessari per rimuovere il pericolo, è punito con una sanzione amministrativa pecuniaria da 154 a 929 euro.
Se da tale omissione deriva un pericolo per le persone, la pena può essere l’arresto fino a sei mesi o un’ammenda non inferiore a 309 euro
Esattamente. Obbligo alla conservazione o vigilanza
Non sempre è possibile vigilare e conservare ciò che è stato costruito dall’uomo. L’imperfezione è parte della nostra natura e, come tutte le città del mondo, anche Venezia è destinata a sgretolarsi sotto il peso degli anni. Tuttavia, è proprio questa fragilità che rende Venezia così unica e preziosa. Ogni sforzo per preservarla è un omaggio alla sua storia e alla sua bellezza senza tempo.
Da decenni mastico abbastanza legge per sapere di cosa parlo. Lasci l’inafferrabile essenza dell’imperfezione al filosofo o all’esteta e non mi faccia parlare in avvocatese, per favore.