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Allianz ha avviato trattative con gli avvocati e i rappresentanti delle vittime che si costituiranno parti civili al processo. In un caso, l’assicurazione avrebbe raggiunto un accordo per un acconto volontario di circa 200-300 mila euro nei confronti di una famiglia coinvolta nell’incidente. Le trattative con altri familiari delle vittime e feriti sono in corso, alcune delle quali in stadio avanzato.
L’iniziativa di erogare acconti volontari vuole essere un segnale di vicinanza alle persone coinvolte, sebbene Allianz non si ritenga responsabile dell’incidente. Allianz, infatti, intende versare questi «acconti volontari», ma senza addebito di responsabilità e senza pregiudizio rispetto all’inchiesta in corso. In altre parole, l’assicurazione paga, ma non si ritiene responsabile. Di qui la richiesta contestuale al Comune ritenuto, allo stato attuale dell’inchiesta, responsabile in quanto dall’Amministrazione dipende la manutenzione del cavalcavia dove è avvenuto l’incidente.
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Contestualmente all’invio delle lettere di offerta, dunque, l’assicurazione ha avviato richieste di rivalsa nei confronti del Comune di Venezia. Almeno una richiesta in questo senso sarebbe già giunta a Ca’ Farsetti ma non si hanno notizie di risposte.
Le lettere di rivalsa potrebbero estendersi ad altri destinatari non appena saranno depositate le consulenze disposte dal pubblico ministero Laura Cameli, titolare dell’indagine. La complessità della partita dei risarcimenti è evidente, coinvolgendo parti offese provenienti da numerosi Paesi europei e dal Sudafrica. Si stima che, considerando il numero di persone coinvolte, gli indennizzi complessivi potrebbero raggiungere decine di milioni di euro.
La prossima settimana dovrebbe essere decisiva per la consegna delle consulenze tecniche, che serviranno a comprendere se lo schianto sia stato causato da un guasto del mezzo. Nonostante la consulenza medica abbia stabilito che l’autista è morto per lo schianto, non è ancora esclusa completamente l’ipotesi di un malore. La situazione rimane delicata.
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