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Giulia picchiata quando era a terra ferita e tramortita: gli ultimi sviluppi dell’indagine sulla sparizione di Giulia e Filippo sono sconvolgenti. La drammatica verità su come erano andate le cose era chiara agli inquirenti da subito, anche se emerge pubblicamente solo al sesto giorno. Essa è drammaticamente registrata nel video che gli investigatori hanno acquisito subito.
Giulia ha provato a fuggire dall’auto che, a un certo punto, l’ha rapita, trattenuta. Purtroppo sarebbe stata rincorsa e colpita alle spalle mentre cercava di scappare.
Infatti, per impedirle di scappare ancora sarebbe stata colpita più e più volte. Il suo aguzzino? Filippo, quel ragazzo con il quale Giulia ha avuto una storia di quasi due anni. Quel ragazzo che aveva lasciato ad agosto ma che ogni tanto accettava di incontrare ancora. «Mi fa pena, ha solo me», diceva alla sorella.
Il video registrato dall’impianto di sorveglianza della Dior in via V Strada a Fossò, riporta giù tutte le speranze riportandole alla più drammatica realtà.
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Scopri come fare
Ed è la svolta nell’indagine sulla scomparsa di Giulia Cecchettin e Filippo Turetta che gli inquirenti hanno tenuto coperta da segreto finché è stato possibile. Poi, quando Filippo è stato iscritto dalla Procura al registro degli indagati con l’accusa di tentato omicidio aggravato, è necessario dichiarare i fatti per quanto dicono le indagini, se non altro per portarli a conoscenza del difensore del 22enne.
Tutto sarebbe avvenuto nella notte tra sabato e domenica. Le immagini parlano di un’aggressione carica di violenza. E’ tutto contenuto in un articolo dell’agenzia AdnKronos, poi ripreso da tutta la stampa.
Filippo – secondo gli inquirenti – «poneva in essere atti idonei e diretti in modo non equivoco a cagionare la morte».
E poi, i passaggi più terribili: «colpendola nuovamente al fine di evitare che la stessa fuggisse».
“Nuovamente”, avverbio che spiega tutta la drammaticità del momento.
Scrive Adnkronos, riportando le carte dell’indagine: “Rincorsa, viene colpita alle spalle da Turetta, che l’aggredisce violentemente, provocandone la caduta, per impedire che si allontanasse “e producendole, quale conseguenza della propria azione ulteriori ferite e ulteriori copiosi sanguinamenti, che determinavano che la parte offesa rimanesse a terra apparentemente esanime mentre il Turetta caricava il suo corpo nella propria auto, allontanandosi dal luogo dei fatti e rendendosi immediatamente irreperibile”.
E’ di tutt’altra natura lo stato d’animo dell’opinione pubblica che segue ora le ricerche della Punto nera in fuga. Si potrebbe dire, anzi, che quasi non c’è più fretta di fermare quell’auto con Filippo alla guida, per allontanare per quanto possibile la conferma del dramma e restare aggrappati alla speranza che Giulia stia bene.
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