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Autobus caduto dal cavalcavia: la Procura della Repubblica di Venezia ha aperto un fascicolo d’inchiesta sul terribile incidente del pullman a Mestre, costato la vita a 21 persone. Nelle prossime ore verranno analizzate le immagini delle telecamere di sicurezza puntate sul cavalcavia, per capire meglio la dinamica dello schianto. Sul logo del disastro è giunto in serata anche il procuratore capo, Bruno Cherchi.
In un attimo è diventato tutto un inferno martedì sera. Un pullman su cui viaggiavano alcuni turisti di ritorno da una gita di un giorno a Venezia ha eseguito una svolta improvvisa ed è precipitato da un viadotto. L’autobus, un mezzo di trasporto pubblico noleggiato a scopo “navetta” era diretto al loro campeggio a Marghera quando si è verificata la catastrofe.
L’autobus, avendo gli stessi “colori sociali” di quelli del trasporto pubblico, è stato inizialmente scambiato per uno di quelli in servizio di linea. Poi, con il passare dei minuti sono arrivate le prime informazioni ma già non era più così importante: il dolore per i morti non ha passaporto.
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infatti il bilancio aumentava con il passare dei minuti. Alla fine sarà di 21 vittime, tra cui quattro bambini. Molte delle vittime si ritiene siano di nazionalità ucraina. Tra le vittime ci sarebbero però anche almeno due tedeschi, nonché cittadini francesi e croati. Inoltre, 18 persone sono rimaste ferite nell’incidente e sono state trasportate negli ospedali di Mestre, Treviso, Padova, Mirano e Dolo. Tra i deceduti c’è l’autista dell’autobus, Alberto Rizzotto, 40enne residente a Tezze sul Piave (Treviso). Tra le ipotesi si dice che Rizzotto possa aver subito un malore che ha comportato la perdita di controllo del veicolo. Ma c’è anche chi testimonia di aver visto fiamme uscire dal mezzo al momento della salita, in questo caso il conducente, trovandosi imbottigliato sullo stretto cavalcavia, potrebbe aver tentato di cercare uno spiazzo vedendo di lato la zona delimitata per i lavori, invece oltre la delimitazione il ponte finiva. Così come può essere accaduto che i comandi del mezzo non rispondessero più in maniera adeguata.
L’incidente è avvenuto poco prima delle 20 lungo via Libertà, trafficata arteria che collega il centro storico di Venezia a Marghera, Mestre e alle principali autostrade. Questa strada è caratterizzata da un traffico continuo durante tutta la giornata, ben noto agli automobilisti dei trasporti pubblici. Dopo aver salito la rampa del ponte, l’autobus della “La Linea”, società privata che gestisce alcune tratte in subappalto dall’Avm, l’azienda dei trasporti pubblici di Venezia, è inspiegabilmente caduto dal ponte. Secondo alcuni conducenti il veicolo, si tratterebbe di un autobus elettrico di nuova costruzione.
“Una scena apocalittica”, ha commentato il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, giunto sul posto pochi minuti dopo l’incidente. Sul posto sono stati subito arrivati i soccorritori. Sul posto sono comparse in poco tempo decine di ambulanze e almeno 60 vigili del fuoco provenienti da Mestre e Padova. Nel giro di pochi minuti, i corpi senza vita sono stati recuperati uno dopo l’altro dalle macerie e adagiati accanto all’autobus. La circolazione e il servizio ferroviario tra Mestre e Venezia sono stati interrotti intorno al luogo della tragedia. Ci è voluta un’ora prima che il corpo senza vita dell’autista potesse essere districato dall’abitacolo. Nel frattempo il personale medico di diversi ospedali si è mobilitato per fornire le prime cure ai sopravvissuti, alcuni dei quali versavano in condizioni critiche.
Durante la sua visita sul posto, il sindaco Brugnaro, insieme a Giovanni Seno, amministratore delegato di Avm, e Marco Agostini, capo della polizia locale, hanno ricevuto una telefonata dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha espresso il suo profondo dolore per le vittime. Il cordoglio è giunto da numerose istituzioni nazionali e internazionali. Sul posto anche il Patriarca di Venezia, Francesco Moraglia, che ha pregato davanti ai resti dell’autobus e davanti le vittime.
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