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Nostradamus: Il Codice Segreto. Di Egidio Contini

L’interpretazione filologica dei segni allegorici, presenti in un manoscritto segreto di Nostradamus sui geroglifici egizi, apre nuovi scenari e risolve l’enigma delle sue profezie. Prefazione Nel 1419 nell’isola di Andro, in Grecia, fu acquistata da Cristoforo Buondelmonti, appassionato ricercatore di testi classici della civiltà greca, una copia di un manoscritto: “Hieroglyphica”. In questo testo, scritto […]

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L’interpretazione filologica dei segni allegorici, presenti in un manoscritto segreto di Nostradamus sui geroglifici egizi, apre nuovi scenari e risolve l’enigma delle sue profezie.

Prefazione
Nel 1419 nell’isola di Andro, in Grecia, fu acquistata da Cristoforo Buondelmonti, appassionato ricercatore di testi classici della civiltà greca, una copia di un manoscritto: “Hieroglyphica”. In questo testo, scritto in greco, tramite una lettura ideografica, sono spiegati i geroglifici usati dagli antichi egizi in base al loro senso morale e simbolico. Questo libro, portato a Firenze nel 1422, ebbe il suo massimo interesse dall’inizio del XVI secolo. La prima edizione fu stampata in greco nel 1505, a Venezia, da Aldo Manuzio e in seguito fu pubblicato in latino nel 1515 da Berardino Trebazio e nel 1517 da Filippo Fasanini, cui seguirono traduzioni nelle lingue moderne.

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Secondo alcuni biografi si presume che Nostradamus, tra il 1543 e il 1547, abbia redatto una traduzione in versi, “Interpretation des hièroglyfes de Horapollo”, opera che non fu mai pubblicata e che ci è pervenuta sotto forma di manoscritto. Egli incrocia questo testo sui geroglifici e nella sua interpretazione, aggiungendo altri 10 capitoli di sua produzione, nasconde indizi e cifre creando parallelismi con quelli descritti nelle due epistole e nelle quartine. La chiave di lettura è filologica ed è indicata nel prologo del manoscritto.

La Filologia nel mondo greco fu intesa come strumento finalizzato all’esegesi e quindi è alla base dell’interpretazione critica della scrittura esoterica. Nell’interpretazione allegorica della lettura di un testo, si ricercano, al di là delle parole, fra le righe, i segni sottostanti di significati volutamente nascosti dall’autore.

La prima volta che ho scoperto Nostradamus è stato nel 1991 in seguito ad una quartina apparsa sui giornali in riferimento alla Guerra del Golfo scoppiata il 2 agosto 1990 dopo che le truppe irachene di Saddam Hussein avevano invaso il vicino stato del Kuwait. L’invasione provocò le sanzioni da parte dell’ONU che intimò l’ultimatum imponendo il ritiro delle truppe irachene. La richiesta non conseguì risultati e il 17 gennaio 1991 le truppe americane, supportate dai contingenti dei paesi della coalizione della NATO, penetrarono nel territorio iracheno. La missione fu denominata “Desert Storm”, Tempesta nel Deserto e alcuni interpreti legavano l’interpretazione alla parola “tempesta” senza tener conto del contesto della quartina.

I – 50 De l’aquatique triplicité naistre, D’un qui fera li Ieudy pour sa feste: Son bruit, loz, regne, sa puissance croistra, Par terre e mer aux Oriens tempeste.
Dall’acquatica triplicità nascerà, da uno che farà il Giovedì per la sua festa: La sua fama, la sua legge, la sua potenza crescerà, Per terra e mare agli Orientali verrà tempesta.

Si capisce subito che per interpretare le sue profezie bisogna impostare un sistema organizzato e fissare dei cardini di riferimento: il linguaggio, l’argomento e il tempo.

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IL LINGUAGGIO DELLE QUARTINE DI NOSTRADAMUS


Dall’epistola al figlio Cesare:
(C-XXI) … ho redatto per iscritto nelle mie altre profezie che sono composte tutte per esteso, in “soluta orazione”, limitando i luoghi, i tempi e il termine prefissato che gli umani dopo venuti verranno a conoscere gli avvenimenti avvenuti infallibilmente, come abbiamo notato per gli altri, parlando più chiaramente.
Cerchiamo di capire il significato filologico di “soluta orazione”. E’ un discorso scorrevole ma senza ordine, che crea la difficoltà di coglierne il giusto significato, come il responso della Sibilla che lo trascriveva frammentandolo su delle foglie e che alla fine delle predizioni erano mischiate dai venti provenienti dalle aperture dell’antro della sua caverna rendendo i vaticini sibillini di facile manipolazione ma di difficile e certa interpretazione.

Egidio Contini, Nostradamus, Codice Segreto
Egidio Contini, Nostradamus, Codice Segreto

L’ARGOMENTO DELLE QUARTINE DI NOSTRADAMUS


Dall’epistola a Enrico II:
(E-XLIV) … come più chiaramente per alcune quartine si potrà vedere, le ho calcolate più profondamente e “le ho adattate le une con le altre”.
Ho immaginato e sviluppato questa tesi come la rappresentazione di un mosaico. Se prediamo a caso una tessera di questo mosaico e la estrapoliamo, non possiamo avere la presunzione di poter capire, solamente da questa tessera, cosa rappresenta il mosaico. E’ l’insieme di tutte le tessere che forma il quadro completo della rappresentazione. Quando afferma di aver adattato le quartine le une con le altre fa intendere che le quartine non sono altro che le tessere del mosaico e quindi tutte le sue profezie sono collegate tra di loro e riferite alla rappresentazione degli avvenimenti di una storia.
(C-V) … poi mi sono voluto dilungare parlando di “un comune avvenimento” … ma dubitando di ciò che avverrà in quei fatti, dopo la lettura presentata a Vulcano, che mentre li veniva a divorare, la fiamma rischiarava l’aria di una chiarezza insolita, più chiara della naturale fiamma, come luce di fuoco di un chiarore folgorante, illuminando subito la casa, così come essa fu coinvolta in improvvisa conflagrazione.

II – 39 Un anno davanti il conflitto Italico,
Germani per il forte dei Galli andranno dagli Spagnoli,
Cadrà il colle, casa della repubblica,
Dove pochi saranno messi fuori, morti soffocati.

Egli si dilunga nella descrizione dettagliata di una storia comune. Si parla di avvenimenti che riguardano la casa di una repubblica che sorge su un colle, che è coinvolta in un improvviso incendio. E’ incredibile ma l’argomento di tutte le sue profezie sono il racconto di una storia italiana.

IL TEMPO DELLE QUARTINE DI NOSTRADAMUS


Nel racconto di questa storia egli apre una finestra temporale e rappresenta questo tempo nei tre tempi: passato, presente e futuro. Ci indica come calcolarli, quando ha inizio il tempo passato, quali sono i punti nevralgici di passaggio da un tempo all’altro e il termine prefissato. In alcuni brani tratti dal suo manoscritto sui geroglifici sono contenuti gli indizi per costruire l’orologio del tempo da lui preso in esame.

I numerosi riferimenti ai segni zodiacali mi hanno indotto a ipotizzare che il quadrante dell’orologio sia costituito dal cerchio dello zodiaco poiché è diviso in dodici sezioni che rappresentano le dodici ore per il giorno e le dodici ore per la notte. L’inizio del tempo passato viene indicato in senso filologico, in un capitolo sui geroglifici, con lo scritto: “calcolato dall’apparizione di Benedetto”. Quindi, bisogna computare l’inizio del tempo passato partendo dal 13 luglio 1976, giorno in cui Benedetto Craxi è eletto segretario del PSI.

L'orologio di Nostradamus
L’orologio di Nostradamus

(E-XI) … vedendo come in uno specchio, ardente, come per visione offuscata, vedo i grandi avvenimenti tristi e prodigiosi e la calamitose avventure che si avvicinano per i principali cultori.
Dopo alcuni passaggi fatti di calcoli e specchi, sulla base di individuazioni di indizi collocati nelle due epistole e nel suo manoscritto sui geroglifici, si determina l’inizio e lo sviluppo del tempo presente.
(E-IV) E perciò, o umanissimo Re, la maggior parte della quartine profetiche sono talmente intricate che non si potrebbe darne traccia né tanto meno ad alcuno di interpretarle; tuttavia sperando di lasciare per iscritto gli anni, le cittadine, le città, le regioni dove la maggior parte ciò avverrà, come dell’anno 1606, cominciando il tempo presente dopo l’anno 1585 …

L’individuazione del tempo e la trasformazione delle cifre in date composte di giorno, mese e anno, si rivelano delle straordinarie intuizioni e ci conducono alla soluzione dell’enigma. Il tempo presente sul suo orologio temporale ha inizio il 1585, che da alcuni calcoli, nel contesto di questa storia, corrisponde al 15 febbraio 1992. Partendo da questa data, gli anni successivi verranno determinati in giorni da sommare.

Il racconto di questa storia parte dalla nascita politica a livello nazionale di Benedetto Craxi passando per le vicende di tangentopoli e della formazione di un nuovo soggetto politico, Forza Italia. La lettura e l’interpretazione delle cifre enunciate nelle epistole e nelle quartine rivelano la posizione esatta di alcune ore che sono state collocate sul suo orologio temporale. Analizzando queste cifre risulta evidente che esiste una relazione, una costante, che è di 207 giorni e che rappresenta il ritmo, il tempo dell’ora per il tempo presente che detta i tempi di questa storia.

L’OROLOGIO DI NOSTRADAMUS


Torniamo ad interpretare la quartina 50 della prima centuria
L’indizio è nel termine giovedì, il giorno di Giove, giudice dell’Olimpo

I – 50 Dall’acquatica triplicità nascerà uno,
Che farà il Giudice per il giorno della sua festa:
La sua fama, la sua legge, il suo regno, la sua potenza
crescerà per terra e mare, agli Orientali verrà tempesta.

Se affianchiamo a questo tassello la quartina che contiene un altro indizio, costruiremo una prova.
V – 77 Tutti i gradi dell’onore,
Saranno cambiati nel giorno di Quirino:
Poi il quirinale Marziale di Francia,
Renderà l’Ecclesiastico ad un Re flaminico vulcanico.

Quirino era il dio dei Quiriti, una tribù dei Sabini, originariamente stanziati sul colle Quirinale. All’origine della città, i Quiriti, dopo essersi scontrati con i Latini di Romolo nel leggendario episodio del ratto delle sabine, si fusero con essi divenendo un solo popolo, condividendone il governo della nascente Roma, tanto che il loro re, Tito Tazio, regnò assieme a Romolo. Da questa unione derivò ai Romani l’appellativo di Quiriti, come si evince dall’acronimo S.P.Q.R.: Senato del Popolo Quirito e Romano. Il dio Quirino aveva i caratteri di guerriero e nella leggenda delle origini di Roma fu identificato con Romolo e in seguito con Marte.

Secondo il calendario religioso romano, Quirinalia era la festa celebrata il 17 febbraio in onore del dio Quirino.

… uno che farà il Giudice nel giorno della festa del dio Quirino: il 17 febbraio

17 febbraio 1992
Il mondo politico milanese viene scosso dal clamoroso arresto dell’ingegner Mario Chiesa, presidente dell’ente comunale “Pio Albergo Trivulzio“, un istituto di assistenza per anziani e bambini bisognosi. Viene colto in flagranza di reato dopo aver incassato da Luca Magni la prima rata di una tangente di sette milioni per la concessione di un appalto. Chiesa viene radiato dal Partito Socialista, che però ribadisce l’estraneità del partito ai fatti. Rimane in carcere 45 giorni prima di accusare Craxi e gli altri. Si apre così la battaglia del sostituto procuratore della Repubblica, Antonio Di Pietro, contro la corruzione, che porterà all’arresto di numerosi esponenti politici di diversi partiti, accusati di aver riscosso tangenti.

Egidio Contini, Nostradamus, Codice Segreto
Egidio Contini, Nostradamus, Codice Segreto

La cosa straordinaria di Nostradamus è che sia riuscito a intercettare i fatti di questo “comune avvenimento” focalizzando gli eventi principali nei punti che lui chiama “ore di elezione”. In questo modo sono state individuate una trentina di date espresse sempre in giorno, mese ed anno che possono essere valutate oggettivamente e confermano la validità della tesi poiché il tempo è un elemento oggettivo. La cosa straordinaria è che Nostradamus ha effettuato i calcoli tenendo conto del calendario gregoriano, introdotto nel 1582, sedici anni dopo la sua morte e degli anni bisestili.

Conclusioni
Gli avvenimenti, i tempi e i nomi dei personaggi ripetutamente descritti, in maniera enigmatica ma inequivocabile, confermano che questa è la chiave che conduce alla soluzione dell’enigma. La lunga esposizione di questa storia, descritta con puntualità in particolari e dettagli, sostiene efficacemente questa tesi, che, per quanto fantastica possa sembrare ha numerosi riscontri matematici con la realtà tanto da farla apparire plausibile e quindi oggettivamente persuasiva.

Gli eventi esaminati, scanditi ritmicamente dal tempo, non possono far pensare a una coincidente e fortuita casualità. La fluidità e la ritmica dei numeri e dei calcoli, la straordinaria e puntuale simmetria delle date, rendono evidente la genialità di un architetto sublime, la presenza di un disegno divino, di un essere superiore e fanno apparire questa interpretazione come l’unica, possibile, seducente soluzione.

Dopo aver adeguatamente dimostrato, con evidenze scientifiche, l’efficacia delle intuizioni che si sviluppano dai cardini di questa tesi emergono molte domande ma soprattutto da chi ha ricevuto queste informazioni e qual è il messaggio nascosto nelle sue profezie.
(C-I) … ciò che la Divina Essenza, per mezzo di Astronomiche conclusioni, mi ha dato conoscenza.
Egli afferma che le profezie gli sono state riferite dallo spirito di Dio, la Divina Essenza. Dio gli ha riferito nei dettagli e nei tempi gli avvenimenti di questa storia che si sarebbe realizzata dopo quasi 500 anni e lui li ha articolati e trascritti nel suo libro esoterico.

(C-VI) Quanto a noi che siamo umani, non possiamo per nulla conoscere, oltre la nostra naturale conoscenza e inclinazione d’ingegno, i segreti oscuri di Dio il Creatore. “Perché non ci è dato di conoscere il tempo né il momento”.
La profezia è un messaggio di Dio che attraverso il profeta fa giungere agli uomini. Il messaggio è l’affermazione della presenza di Dio che è in ogni luogo e in ogni tempo; non ci è dato conoscere i suoi oscuri segreti, né i tempi e gli avvenimenti del futuro. Egli si manifesta a noi in tutto il suo splendore e nella sua potenza e magnificenza; della sua presenza se ne sente il profumo, il respiro, l’afflato.

Egidio Contini

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8 persone hanno commentato. La discussione è aperta...

  1. Va bhè, roba anni ’70 quando l’Unità pubblicava gli articoli di Kolosimo.
    C’è sempre stata una fascinazione, nei gruppi socialisticheggianti (o fascicolistificheggianto peraltro), al “mistero”, “oscuro”.
    E’ segno della debolezza intellettuale che li accompagna.

    Cmq anch’io mi ci sono messo e ho trovato un acrostico nelle terzine da quatina del Nostradamus. Leggendolo al chiaro della terza luna piena dell’anno, a testa in giù e solo dopo aver tracannato almeno un litro del bianchetto del piave si decodifica “M..O..N..@..C..H..I…L..E..G..G..E..”

    Ma che burlone questo Nostradamus

    • Renucio Boscolo, con la sua traduzione di Centurie e Presagi di Nostradamus (1972), che sollevano interesse e polemiche, ha il merito di far conoscere le profezie di Nostradamus.
      Carlo Patrian così scrive di Boscolo in Nostradamus Le Profezie – 1978
      Mentre tutti gli esegeti internazionali ci presentano le loro ricerche, chiavi, sistemi e scoperte varie, con orgoglio e ricchezza di particolari, Boscolo non da spiegazioni chiare e si limita a informare che la vera “chiave” è stata da lui scoperta desumendola dalla lapide della Cascina Morozzo, [Domus (?) Morozzo – D.M.] che era stata posta nel 1556 su quell’edificio torinese in occasione della sosta di Nostradamus durante il suo viaggio in Italia. Boscolo con questa “chiave” ha riordinato cronologicamente, senza però indicare date, Centurie, Sestine e Presagi. Nel suo riordinamento cronologico vediamo le stesse quartine comparire due volte. Come mai? E’ una chiave molto strana, molto dubbia.
      Boscolo non ha un metodo, un sistema organizzato ma interpreta a sentimento, a sensazione. Si deduce che, come affermano i detrattori di Nostradamus, da traduzioni e interpretazioni fantasiose si può cavar fuori quello che si vuole tradendo la profezia originaria.

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