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Putin risponde alle manovre Nato lanciando missili. La Nato sta infatti eseguendo le manovre annuali di addestramento delle proprie forze nucleari in Europa nord-occidentale e sottolinea che “erano state programmate «tempo fa» e che non prevedono l’uso di bombe vere”.
Esercitazioni quantomeno intempestive dato che hanno provocato la risposta delle truppe del Cremlino con Putin che minaccia «l’uso di tutti i mezzi a disposizione» per difendere i territori che lui reputa «russi»,
Ecco dunque in volo bombardieri strategici, missili balistici e da crociera, sommergibili nucleari. La minaccia del conflitto, e del relativo pericolo atomico, si alza con il Cremlino è tornato a mostrare i muscoli con un’ampia (ma prevista) esercitazione delle sue “forze di deterrenza”: la simulazione di «un massiccio attacco nucleare in risposta a un attacco nucleare nemico».
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A controllare il tutto da uno schermo – ovviamente davanti alle telecamere della sua propaganda – c’era Vladimir Putin, in collegamento da una stanza remota di comando.
Lo stesso Putin che poi, in un altro incontro, ha anche messo in guardia che «un potenziale di conflitto mondiale resta molto alto».
Le esercitazioni russe – denominate “Grom”, “Tuono” – hanno cadenza annuale e il Pentagono ha subito sottolineato di essere stato avvertito in tempo sulla base del Trattato New Start sulle armi nucleari.
Vettori Yars e Sineva che partono dalle basi a terra, aerei Tupolev 95Ms che si alzano in volo con i loro carichi di missili da crociera. Nell’attesa finora vana che prenda finalmente corpo una seria iniziativa negoziale per l’Ucraina – magari con la mediazione del Vaticano – a parlare sempre di più ci pensano le armi. E in particolare quelle strategiche russe utilizzate in una esercitazione che ha simulato “un massiccio attacco nucleare” in risposta ad un simile “attacco del nemico”, nelle parole del ministro della Difesa Serghei Shoigu. E il presidente Vladimir Putin, che ha assistito in video collegamento ai lanci, avverte che “rimane molto alto” il pericolo di “un conflitto nel mondo nel suo insieme”.
Echi da terza guerra mondiale, insomma, a cui risponde la Nato: “Difenderemo ogni centimetro quadrato del territorio alleato”, annuncia il segretario generale Jens Stoltenberg in conferenza stampa con il premier rumeno Nicolae Ciucia, nel cui Paese gli Usa hanno deciso di dispiegare la 101/a Divisione aviotrasportata, tra le forze d’elite delle truppe d’assalto americane, schierata per la prima volta in 80 anni in Europa.
Una mossa, afferma il Cremlino, che “aumenta i pericoli per la Russia” e potrebbe contribuire ad una escalation.
Mentre il presidente Usa Joe Biden riceve i vertici militari e civili del Pentagono, i combattimenti continuano praticamente su tutti i fronti in Ucraina. In particolare nel Donbass ad est, nella regione di Zaporizhzhia a sud, ma soprattutto, più a ovest, in quella di Kherson, dove le autorità filorusse hanno detto che oltre 70.000 civili sono stati evacuati in previsione di uno sfondamento delle truppe di Kiev.
Una tregua a livello generale sembra ancora inimmaginabile, almeno stando alle dichiarazioni ufficiali. “L’Ucraina è diventata un ariete che gli Usa impiegano contro la Russia”, ha tuonato Putin, che è tornato ad accusare Kiev di preparare l’esplosione di una bomba sporca per poi incolpare Mosca.
Sullo sfondo, anche una polemica con l’Italia, chiamata in causa dal ministero degli Esteri per avere estromesso gli esperti russi da una riunione nell’ambito dell’Iniziativa sulla lotta alla proliferazione di armi di distruzione di massa (Psi) apertasi mercoledì a Roma. “Una mossa ostile”, accusa la portavoce Maria Zakharova. Al che la Farnesina risponde che “l’esclusione è motivata non solo dalla brutale aggressione all’Ucraina”, ma anche da un atteggiamento “polarizzante e non cooperativo” di Mosca nei fori internazionali.
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