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Ultimi giorni di scuola, corsa all’acquisto dei libri di testo per le vacanze

L'altolà di ALI Confcommercio Veneto sulla pratica di acquisto dei testi direttamente a scuola per il tramite di rappresentanti non autorizzati alla vendita: "È contro la legge, si tutelino i piccoli imprenditori".

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Sono gli ultimi giorni di scuola e come ogni anno insegnanti e genitori sono alle prese con la scelta del libro (o dei libri) di testo per le vacanze: il gruppo Ali (Associazione Librai Italiani) aderente a Confcommercio Veneto lancia un monito affinché non si ripeta il fenomeno dell’acquisto dei testi “direttamente in classe”, in particolar modo alle primarie, e per il tramite di rappresentanti editoriali.

Da sempre, infatti, accade che insegnanti e/o genitori si fanno carico singolarmente o in gruppo dell’acquisto dei testi per le vacanze rivolgendosi a rappresentanti o promoter delle case editrici e scavalcando, de facto, gli attori primari della filiera e cioè le librerie e cartolibrerie, vere incaricate della vendita. Una pratica vietata, come stabilito dall’articolo 157 Dlgs. 297/1994 che proibisce il commercio dei libri all’interno delle scuole da parte di docenti e personale scolastico. Un’operazione, quest’ultima, inoltre non pienamente conferme alla normativa fiscale in materia di attività di commercio al dettaglio.

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Talvolta il corpo docente, probabilmente animato dal desiderio di agevolare genitori e studenti, sembra dimenticare che i testi per le vacanze sono considerati dei “sussidi operativi non obbligatori”, libri che per legge sono soggetti a uno sconto massimo del 5% (Legge 15/2020, Disposizioni per la promozione e il sostegno della lettura). “Il vero problema – afferma Antonio Zaglia, presidente gruppo Ali di Confcommercio Veneto – non sta quindi nel risparmio presunto delle famiglie dati i prezzi piuttosto contenuti dei libri “estivi” (circa dieci euro), quanto piuttosto nel tagliare fuori i soggetti autorizzati alla vendita e fortemente ancorati al territorio. Librerie e cartolibrerie fanno molto affidamento sugli introiti della “scolastica”, sono aziende per la stragrande maggioranza a conduzione familiare e già al limite della sostenibilità economica dopo due anni di pandemia. Togliere questo servizio significa minare la sopravvivenza dei piccoli commercianti del territorio”.

Diventa, pertanto, più che mai necessario ribadire il ruolo sociale del negozio di prossimità, dove un singolo libricino da pochi euro può generare un indotto importante: “L’attività di cartolibreria del territorio vive anche attraverso quel libro di testo estivo perché permette ai commercianti di farsi conoscere, di mantenere quel rapporto di fiducia che porta poi le famiglie ad acquistare altri prodotti e servizi scolastici come penne, quaderni, zaini, grembiuli, ecc…, quando la ripresa delle lezioni si avvicina”, spiega Zaglia. Basta considerare i dati relativi al giro d’affari dei libri di testo per le vacanze per rendersi conto dell’importanza del fenomeno: 200.000 gli studenti coinvolti in Veneto, circa 1.600.000 euro la spesa totale delle famiglie per l’acquisto dei libri estivi, 965 le cartolibrerie a cui spettano, mediamente, 1.600 euro ciascuno.

Senza contare quanto librerie e cartolibrerie rappresentino sotto il profilo culturale: “Queste attività – sottolinea Zaglia – in città di grandi e medie dimensioni offrono tutta una serie di attività educative, culturali e didattiche con scuole, biblioteche e associazioni del territorio a titolo gratuito, un valore aggiunto, a beneficio della comunità, cui non si deve rinunciare. Le cartolibrerie più piccole invece, di quartiere o di paese, spesso raccolgono nello stesso locale più attività: edicola, cartoleria, tabacchi e rappresentano spesso l’ultimo presidio di offerta culturale di quei luoghi. Tolti questi servizi essenziali il paese si svuota”.

Ogni anno le associazioni di categoria mantengono un confronto con i dirigenti scolastici invitandoli a non abbassare la guardia per prevenire la cattiva usanza dell’acquisto dei testi per le vacanze direttamente in classe, a vigilare sul rispetto della normativa e a sostenere il tessuto commerciale-culturale che le piccole cartolibrerie e librerie del territorio garantiscono.

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A cura della redazione di www.lavocedivenezia.it .
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