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Vaiolo delle scimmie, Centro Controllo Malattie: “Informare su rischio contagi tra gay”

Vaiolo delle scimmie: “Informare su rischio contagi tra gay”. Comincia con quella che sembra una boutade la prima giornata in cui i tg e le agenzie si occupano di questo “nuovo” virus che conta già ben tre casi in Italia. In realtà il messaggio per cui : “si dovrebbero adottare misure per aumentare la consapevolezza […]

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Vaiolo delle scimmie: “Informare su rischio contagi tra gay”. Comincia con quella che sembra una boutade la prima giornata in cui i tg e le agenzie si occupano di questo “nuovo” virus che conta già ben tre casi in Italia. In realtà il messaggio per cui : “si dovrebbero adottare misure per aumentare la consapevolezza sulla potenziale diffusione del vaiolo delle scimmie nelle comunità di individui che si identificano come MSM”, ovvero uomini che fanno sesso con altri uomini, “o che hanno rapporti sessuali occasionali o che hanno più partner sessuali” è stato lanciato dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc). Il senso è che il vaiolo delle scimmie si trasmette infatti attraverso saliva e contatti stretti che presuppongono lo scambio di fluidi corporei.

Così, mentre ieri si indagava sul primo caso negli Usa, la notizia del nuovo virus che si affaccia in Europa suscitando forte preoccupazione diventava popolare. E’ bene, però, precisare che al momento non c’è nessuna situazione di allarme. Si parla del il vaiolo delle scimmie, infezione che generalmente si manifesta in forme non gravi nell’uomo e diffusa soprattutto in Africa. Dall’inizio di maggio, vari casi sono stati segnalati in alcuni Paesi europei e oltreoceano e oggi, in poco più di 24 ore tre casi si registrano anche in Italia.

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L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) sta monitorando la situazione che è in “rapida evoluzione”, ed in Italia il ministero della Salute ha avviato un sistema di sorveglianza dei casi e allertato le Regioni. Ad oggi, dopo i primi casi segnalati nel Regno Unito per un totale di 9 ad oggi, contagi sono stati registrati in Portogallo e Spagna – dove è stato dichiarato uno stato di allerta – ma anche in Svezia e in Italia. Altri casi sono segnalati in Usa e Canada.

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Il primo contagio nel Regno Unito sarebbe stato ‘importato’ dopo un viaggio all’estero in un’area endemica, gli altri sarebbero autoctoni. Sempre nel Regno Unito, secondo le autorità sanitarie britanniche, le trasmissioni sono concentrate, senza un legame causale individuato, nella comunità gay.

In Italia, il primo caso è stato identificato all’Istituto per le malattie infettive Spallanzani e si tratta di un uomo di ritorno dalle isole Canarie, ricoverato in isolamento.

In generale, la malattia spesso si esaurisce con sintomi che si risolvono spontaneamente entro 14-21 giorni, non è molto contagiosa tra gli uomini e si trasmette attraverso l’esposizione alle goccioline di saliva ed i contatti stretti con lesioni cutanee infette o con lo scambio di liquidi corporei come nei rapporti sessuali. I sintomi (tra cui febbre, mal di testa, dolori muscolari e eruzioni cutanee) possono essere lievi o gravi. Il serbatoio originario del virus, secondo l’Oms, è sconosciuto anche se è probabile che sia tra i roditori.

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“Teniamo alto il livello di attenzione grazie alla nostra rete di sorveglianza europea e nazionale”, ha dichiarato il ministro della Salute Roberto Speranza a Berlino per la riunione dei ministri del G7: “Ne ho parlato informalmente con la commissaria Stella Kyriakides e gli altri ministri e verranno coinvolti Ecdc e Hera”. Da parte sua, l’Istituto superiore di sanità ha costituito una task force di esperti, sottolineando che nel nostro Paese non si registra una situazione di allarme ed il quadro è sotto controllo, ma invitando alla prudenza nei rapporti stretti e sessuali. Secondo l’epidemiologo Gianni Rezza, inoltre, i focolai tendono comunque ad autolimitarsi.

Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) – che la prossima settimana pubblicherà un rapporto sulla valutazione del rischio – ha invitato le organizzazioni di salute pubblica ad adottare “misure per aumentare la consapevolezza sulla potenziale diffusione del vaiolo delle scimmie nelle comunità di individui che si identificano come MSM”, ovvero uomini che fanno sesso con altri uomini, “o che hanno rapporti sessuali occasionali o che hanno più partner sessuali”, esortando anche a valutare la vaccinazione dei contatti stretti ad alto rischio con il vaccino antivaiolo, come sta già accadendo nel Regno Unito. L’Oms ha infatti ricordato che il vaccino antivaiolo è efficace anche contro il vaiolo delle scimmie: i più anziani sono dunque coperti ma non i più giovani dal momento che tale vaccinazione non è più praticata dai primi anni ’80. Un vaccino (MVA-BN) e un trattamento specifico (tecovirimat) sono stati approvati per il vaiolo delle scimmie, rispettivamente nel 2019 e nel 2022, ma, avverte l’Oms, non sono ancora ampiamente disponibili.

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