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Un migliaio di persone si è ritrovato domenica all’Arsenale per dire “no” al Protocollo d’Intesa con cui il Comune concederebbe parti del complesso al Ministero della Difesa e alla Biennale.
Il presidio ha visto l’adesione di numerose associazioni e di cittadini che dalle 10:00 hanno riempito Campo della Tana di cartelli e striscioni. Il più grande, esposto sul ponte, recitava “l’Arsenale alla città” mentre altri palavano di “residenzialità” contestando il Sindaco e l’attuale amministrazione.
In tutto un migliaio di persone, con un corteo acqueo di una trentina di imbarcazioni, tutti radunati davanti all’Arsenale di Venezia per protestare contro il protocollo tra il Comune e i ministeri della Difesa e della Cultura, che vorrebbe la restituzione del grande spazio acqueo alla Marina Militare con ampie concessioni alla Biennale.
Il coordinamento organizzatore della protesta ha ricordato che dieci anni fa, nel 2012, grazie all’approvazione di un decreto, l’allora amministrazione di centrosinistra era invece riuscita a restituire l’Arsenale ai veneziani.
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Secondo gli accordi di allora, la Marina avrebbe dovuto liberare i magazzini con l’impegno di trovare uno spazio alternativo dove ricollocare le cose conservate.
Nel protocollo oggetto dell’odierna contestazione, si prevede che la Biennale con le risorse del Pnrr investa 170 milioni di euro per rigenerare una vasta area da destinare all’arte, mentre il Comune cede alla Marina l’area di competenza, in cambio del passaggio di mezzi pubblici per 15 giorni attraverso la Darsena Grande.
Constatata l’assenza della maggioranza, si sono succeduti al microfono esponenti locali dell’opposizione, un deputato e una senatrice, che hanno chiesto ai contraenti di rivedere il Protocollo e di sospenderne la firma: i presenti hanno applaudito ma anche sollecitato all’azione, essendo i Ministri della Cultura e della Difesa della stessa parte politica.
In conclusione, gli organizzatori hanno richiesto un maggior coinvolgimento dei cittadini nelle scelte ma, soprattutto, il ritorno delle istituzioni al loro ruolo primario: quello di “servire il bene pubblico offrendo opportunità per migliorare la vita dei cittadini”; al contrario delle ultime giunte, che avrebbero “abbandonato ogni ipotesi di gestione intelligente dell’Arsenale delegandone l’uso ai soggetti che ne facevano richiesta” con il “Protocollo d’Intesa” che “non è che l’atto ultimo e conclusivo di questo processo”.

Così nel 2014:
Arsenale di Venezia conteso, assemblea pubblica a San Leonardo
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Nota bene: alla guida dei ministeri interessati e al governo coi vari sottosegretari c’è il PD. Avrebbero fatto prima a convocare gli interessati nella sede di partito a Castello, anziché manifestare tanto per cercare visibilità.