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Scuola, Zaia: “In Veneto riapre l’1 febbraio al 50%. Dopo 3 settimane al 75%”

Luca Zaia: “Lunedì riapriamo le scuole. E’ partita la lettera per aprire per tre settimane al 50%”. Il presidente del Veneto lo ha annunciato oggi in conferenza stampa. “Spero – ha aggiunto – che non ci sia ancora qualcuno che ha da ridire, è previsto dalla legge. Spero anche che si rispetti il diritto di […]

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Luca Zaia: “Lunedì riapriamo le scuole. E’ partita la lettera per aprire per tre settimane al 50%”.
Il presidente del Veneto lo ha annunciato oggi in conferenza stampa.
“Spero – ha aggiunto – che non ci sia ancora qualcuno che ha da ridire, è previsto dalla legge. Spero anche che si rispetti il diritto di non chi può andare in presenza, non di chi non vuole”.
La scuola riapre al 50% dal primo febbraio e poi: “non si chiude più, come previsto dal Tavolo dei Prefetti, poi dopo tre settimane si va al 75%, ovviamente se non cambia lo scenario epidemiologico”.
“Io auspico – ha aggiunto – un rientro al 100%, il che vorrebbe dire che abbiamo risolto il problema. Ma non siamo noi che decidiamo, è il Governo che lo ha deciso, giustamente, su basi scientifiche. E finché non cambia il decreto si resta al 75%”, ha concluso.
In Veneto la tendenza, d’altro canto,

fa ben sperare, anche se vi sono sempre cifre ondivaghe: “Siamo alla ventisettesima giornata di calo dei dati dopo il picco del 31 dicembre. Da calcoli fatti in casa, sempre nel rispetto di ciò che farà l’Iss, il nostro Rt è 0,62”.
“Questa settimana – ha aggiunto – la nostra è la seconda regione in Italia con Rt più basso. Auguro a tutti i colleghi delle altre che scendano, ho ragionevoli speranze che si possa arrivare alla zona gialla. Ci siamo comunque sempre rimessi all’Iss, nel bene e nel male. Sappiamo di aver fatto tre settimane di arancione, che sono per convenzione il periodo normale. Questo ci dà un segnale di speranza da un lato, e di preoccupazione. Ricordo – ha concluso – che virus sta facendo fare altalena a numerose nazioni”.
Il presidente è anche d’accordo sul fatto che in questa fase è estremamente difficile fare previsioni:

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“Le curve dell’infezione hanno un andamento strano” (nella seconda ondata del Coronavirus in Veneto).
“Le curve si impennano – ha spiegato ai giornalisti – poi ha un plateau in cui va un po’ su e un po’ giù, e poi scende improvvisamente. A marzo c’era stata invece una discesa lenta. Per questo l’Iss chiede di lavorare per catalogare e censire il virus. Nel momento in cui abbiamo la ‘carta d’identità’ della mutazione, l’abbiniamo ai sintomi clinici e poi si cercano correlazioni con altri casi e sintomi simili. Oggi sappiamo che il virus di marzo non c’è più, in Veneto abbiamo trovato otto mutazioni, cinque già nella banca dati nazionale, una è quella inglese, e l’abbiamo trovata per primi, poi le due tipicamente venete su cui stiamo lavorando”, ha concluso.

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