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Svuotavano i conti correnti dei titolari, vittima anche un 25enne di Scorzè

Svuotavano i conti correnti bancari e postali dei titolari a suon di truffe. Tutti appartenenti a un’associazione criminale dedita alla sottrazione delle credenziali di accesso ai siti online e alle applicazioni di home banking. A smascherare la banda le indagini dei carabinieri del Nucleo investigativo della città di Genova, che martedì mattina, a seguito dell’operazione […]

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Svuotavano i conti correnti bancari e postali dei titolari a suon di truffe. Tutti appartenenti a un’associazione criminale dedita alla sottrazione delle credenziali di accesso ai siti online e alle applicazioni di home banking. A smascherare la banda le indagini dei carabinieri del Nucleo investigativo della città di Genova, che martedì mattina, a seguito dell’operazione denominata “Fortnite”, insieme ai colleghi di Sanremo, Napoli e Roma, hanno messo in manette 7 persone (5 in carcere e 2 agli arresti domiciliari), mentre altre 7 sono state colpite da provvedimenti meno gravi (3 obblighi di dimora e 4 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria). A Scorzè a rimanere vittima dei raggiri è stato un 25enne che, nel mese di ottobre 2019, ha subito una truffa di oltre 400 euro. Perquisizioni in corso anche a Taranto, Modena e Cagliari.

A maggio del 2019 i carabinieri del Nucleo investigativo hanno avviato una complessa indagine coordinata dalla procura della Repubblica, volta a delineare e neutralizzare un sodalizio criminale dedito alla commissione di numerose truffe online attraverso l’acquisizione fraudolenta delle credenziali di accesso ai conti. Dall’attività di analisi dei reati predatori i militari hanno rilevato una preoccupante tendenza, di fatto concomitante con la crescente diffusione delle attività di home banking, all’incremento delle truffe ai danni degli ignari titolari di conti online, i quali, in numero sempre crescente, stavano cadendo nella trappola di arguti truffatori che riuscivano a farsi consegnare le chiavi d’accesso ai siti e svuotavano in tempi rapidissimi i depositi.

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In pratica i truffatori, avevano realizzato un’organizzazione che si avvaleva di un modus operandi consolidato, basato su una notevole padronanza degli strumenti informatici. Alle vittime venivano inviati sms o mail contenenti un link che reindirizzava a un sito clone delle poste italiane o di altri istituti di credito, dove i malcapitati declinavano ingenuamente le credenziali di accesso ai profili e i dati personali. Talvolta invece era un finto operatore degli istituti bancari a chiamare il truffato e simulare problemi tecnici inesistenti sul conto, riuscendo a carpire i preziosi dati. Con le informazioni raccolte i malviventi si recavano negli store degli operatori di telefonia mobile, muniti di documenti falsi, ed effettuavano la “sim swap” chiedendone la duplicazione.

Gioia Pasini
Gioia Pasini
Sono giovane ma con una grande passione e già alcune esperienze importanti. E soprattutto: nessuno mi ferma :) gioia_p@lavocedivenezia.it
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