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Disavventura agreste di una bimba. Di Roberto Bellino

Guarda mamina, ho una sgrezenda inte la ongia del déo menèo, è proprio il bastone de la tenda che si è schegiato inte ‘l pomèo. Io ero dietro sarare la tenda e tiravo la corda tignendo il pomello, su staltra mano gavevo ‘a marenda e me sò sassinà cussì, il polpastrello. Il deo me lò […]

Guarda mamina, ho una sgrezenda
inte la ongia del déo menèo,
è proprio il bastone de la tenda
che si è schegiato inte ‘l pomèo.
Io ero dietro sarare la tenda
e tiravo la corda tignendo il pomello,
su staltra mano gavevo ‘a marenda
e me sò sassinà cussì, il polpastrello.
Il deo me lò già disinfetato
co’ un fià di cotone e amuchina
per un pocheto ha sanguinato
ma desso soltanto una s-ciantina.
Prendi mamina quella pinséta
che dopari par le tue sopraciglia,
questa sgrezenda cavami in frèta
parché ci o’ l’angossa che mi piglia.
Oh! Finalmente! Grassie mamina!
fammi una grassia, dammi un ceroto,
me disinféto co’un fià de amuchina,
e me magno ‘a marenda col mignolo roto.

Roberto Bellino

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