ultima oasi

C’è un genere letterario, quello del romanzo di avventura, che sembrava essere scomparso dai nostri scaffali, soprattutto nelle proposte degli autori italiani. Ed invece, da qualche tempo, le generazioni di trentenni lo stanno riportando in auge, permettendo ai più giovani di immegersi in posti lontani e nelle loro atmosfere, sia che esse siano cavalleresche che da mille e una notte.

E proprio tra i deserti più lontani che trova voce il giovane Alfonso Zarbo con il suo Ultima Oasi, edito da Gargoyle.

La storia vede Arkan, un sedicenne esiliato da Ultima Oasi e che ha dedicato la sua vita a difendere il suo regno, ai confini della città, dai predoni. Dall’altro lato suo fratello, Dhaki, cresciuto come principe, ma che sogna di guidare le forze elette dell’impero. Due vite separate che si intrecciano, quando il sole rischia di esplodere e fa troppo caldo anche solo per pensare, ecco che forze ignote ed intrighi spingono i due ragazzi a dubitare dei soldati della cittadina e ad unire le forze per salvare il loro impero.

Impossibile non sentire le influenze letterario che Zarbo fa sue e reinterpreta, una su tutti quella di Geore R.R. Martin e delle sue Cronache del ghiaccio e del fuoco. Sudore che si mescola con sabbia e sangue, lotte per la vita, rendono questo romanzo un valido racconto di genere, che riesce ad intrattenere e sa anche, cosa non da poco, stupire con alcuni colpi di scena posti al momento giusto.

Zarbo in particolar modo, riesce a far entrare il lettore nel mondo ricreato grazie ad un’estrema attenzione al dettaglio, ai cibi, ai colori e agli abiti del popolo e dei protagonisti, facendo assaggiare sulla punta della lingua l’arsura di un mondo dominato dal sole e dove l’acqua diventa un bene raro più dell’oro.

Seppur raccontando una storia di fantasia, Ultima Oasi, trova degli echi nel mondo attuale, nella violenza dei miliziani, delle rettate fatte negli ultimi anni in giro per il mondo e nelle guerre per il potere ad ogni costo, anche quello della vita umana di chi non può difendersi. In questo Zarbo è molto abile e riesce a fare sua la maestria di Martin che raccontò la vita di decenni di Storia europea con le sue guerre e i suoi eroi con quello che poi per la tv è diventato Il Trono di Spade.

Se dobbiamo però trovare un difetto è quello di essere troppo breve e sbrigativo e, se da un lato non rende pesante il racconto, dall’altro sentiamo il bisogno di avere un raggio più ampio sull’azione narrata. Questo però, fate bene attenzione, deriva da un pregio cioè quello di aver reso una storia interessante ed avvincente, con personaggi capaci di piacere al lettore, tanto da volerne sapere di più.

In un finale che porta il racconto a virare sul low fantasy, Ultima Oasi sorprende nella capacità di un giovane autore di saper far sue le lezioni dei più grandi e trasportarle nel nostro paese con intelligenza e umiltà.


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Alice Bianco Sara Prian
Laureate in Tecniche Artistiche e dello spettacolo, sono grandi esperte di cinema e libri. Curano la rubrica di opere letterarie: recensioni editoriali, rassegne e nuove uscite. Sono Editor, Social Media Manager, Copywriter E' possibile contattarle a: pandorarecensioni.vdv@gmail.com

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