Questa mattina a Mestre gli studenti delle superiori sono scesi in strada per manifestare contro le politiche del governo in materia di istruzione, in una mobilitazione sincronizzata con iniziative analoghe in altre città italiane e ispirata dalle proteste studentesche in corso in Francia.
Il corteo si è radunato intorno alle 9 in piazzale Donatori di Sangue. Da lì i partecipanti hanno sfilato verso la sede dell’Ufficio Scolastico provinciale, portando bandiere, striscioni e musica. L’obiettivo dichiarato era rivendicare cambiamenti nell’organizzazione e nelle condizioni della scuola pubblica.
Il passaggio del corteo ha interessato via Forte Marghera, dove gli studenti hanno occupato la carreggiata. Per consentire il transito e garantire la viabilità, il traffico automobilistico è stato dirottato su percorsi alternativi. Per un paio d’ore alcune linee Actv sono state deviate: i bus hanno seguito percorsi su viale Ancona o su viale San Marco.
Dopo la tappa all’Ufficio Scolastico, il gruppo si è spostato verso il Laboratorio Pandora, proseguendo la protesta con interventi e slogan. La mobilitazione a Mestre fa parte di una più ampia ondata di iniziative studentesche che si sono svolte oggi anche a Padova e Treviso.
Le richieste del Coordinamento Studenti Medi puntano a una riforma complessiva della scuola pubblica. Tra i nodi sollevati ci sono la precarietà del personale docente e non docente, i costi sostenuti dalle famiglie per libri e trasporti e la necessità di aggiornare i programmi didattici, definiti dagli studenti da tempo obsoleti.
Nel mirino degli studenti è finito anche il decreto legge 170, contestato per alcune delle misure in esso previste. In particolare il provvedimento include un tetto massimo del 30% per gli studenti stranieri di recente arrivo in una classe, una norma che i manifestanti considerano una distrazione rispetto ai problemi reali della scuola pubblica.
La protesta si è svolta senza comunicazioni ufficiali di scontri o fermi, ma ha creato disagi al traffico e alle linee di trasporto locale durante la mattinata. Gli organizzatori hanno ribadito la volontà di ottenere «uno spazio che dovrebbe insegnarci a convivere», sottolineando il carattere collettivo delle richieste e la partecipazione attiva degli studenti.
Sull’esterno dell’edificio che ospita l’Ufficio Scolastico è stata inoltre versata della vernice rossa, che i manifestanti hanno inteso come simbolo del sangue di Gaza.
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