[04/07] A. B.: Caro Fabio, tu sei fra i fondatori della prima Liga Veneta, perché?

Fabio Calzavara: Innanzitutto desidero precisare che non ho mai partecipato a nessun’altra forza politica. Contattai il gruppo nascente della Liga Veneta nel Settembre 1979 e sono tra i Soci Fondatori Cooptati successivamente alla sottoscrizione dell’atto fondativo avvenuto il 16 Gennaio 1980 dal notaio Todeschini a Padova. Avevo un unico preciso motivo per aderirvi: sostenere la proposta che avevo letto su dei manifesti scritti a mano e che parlava di Storia, Lingua e Patria Veneta. Da vari anni inserito nel mondo del lavoro, non riuscivo a capire come mai il vivere da persona onesta nello Stato italiano fosse così complicato, addirittura ostacolato… la risposta storico-culturale e politica della Liga Veneta ha dato risposta al quesito ed ha fatto capire che le cause erano da ricercarsi alle radici del problema: la creazione imposta con le armi di uno Stato italiano centralista ed oppressore dei Popoli al suo interno.A.B .E da allora cos’è cambiato? In positivo e in negativo

F.C.: dal 1980 sono cambiate molte cose, in principio lentamente, poi progressivamente sempre piu’ velocemente si sono riscoperte le proprie origini (e con loro i propi diritti) ed e’ dilagata ovunque la proposta culturale e politica del Federalismo. Se oggi lo propagandano anche gli ex fascisti e gli ex comunisti, centralisti per antonomasia, qualcosa vorra’ pur dire… Negativa invece la perdita di tempo politica, dopo 30 anni di discussione il Federalismo non e’ neppure stato impostato, troppe chiacchere e troppe mancate promesse. Adesso e’ arrivato il tempo di perseguire l’ Indipendenza.

A.B. Ma il Veneto potrà  mai essere indipendente? O è meglio il modello Federale?

F.C.: I Veneti assieme ad altri Popoli contermini alleati sono stati indipendenti, seppure in modi diversi, per millenni, prima dell’Impero romano, durante l’Impero romano, dopo l’Impero romano, fino alla caduta della Repubblica Veneta per mano del massone Bonaparte nel 1797. Direi che anche successivamente un embrione di indipendenza e’ stata mantenuta sotto l’Impero Austro-ungarico, almeno fino successivamente all’insorgenza nel Regno Lombardo-Veneto, dove Venezia ritorno’ indipendente per quasi un anno e mezzo (17 Marzo 1848 – 24 Agosto 1849). Ancor oggi possiamo affermare che, dal lato economico, imprenditoriale, sociale e solidaristico siamo indipendenti dallo Stato italiano, che se ne prenda atto e ci lascino le nostre liberta’, i nostri diritti, le nostre risorse, il giovamento sara’ immediato, generale e reciproco. Del resto il Federalismo rappresentava una ragionevole e concreta proposta di riassetto amministrativo da attuare ben prima del collasso socio-economico che si sta preannunciando…. ora il tempo e’ scaduto… per trasfomare rapidamente e pacificamente uno Stato ottocentesco come l’Italia non bastano pochi mesi, ci sono troppe cose da cambiare, troppe cose da cancellare, troppe cose da innovare senza intaccare le sedimentazioni secolari di enormi interessi e gli intrecci affaristico-politici dentro e fuori il Paese. Purtroppo non c’e’ piu’ tempo per rimediare, la crisi economico-finanziaria corre piu’ veloce delle riforme possibili e tutti gli indicatori prospettano a breve un tracollo generale difficilmente controllabile con mezzi democratici. Unica alternativa seria e fattibile, ripeto, rimane quella di prendere atto della situazione ed usare senza timori, in modo legittimo, la nostra indipendenza culturale ed economica per salvare il salvabile, nello spirito della Serenissima.

A.B. Scusa, ma che senso ha parlare di Serenissima nel 2010 a 213 anni dalla sua morte?

F.C.: La Repubblica Veneta e’ stata per oltre 1.100 anni un chiarissimo esempio di buon governo in Europa. Nel nostro Stato non ci furono mai scontri sociali per merito della corretta redistribuzione delle risorse tra i Cittadini, per l’efficienza amministrativa, per la nostra Giustizia celebre per la sua affidabilità , rapidità  e con diritti sempre garantiti a tutti. Prendiamo ad esempio la struttura federale della Serenissima, applichiamo il suo principio virtuoso nell’amministrare la cosa pubblica, ossia più l’incarico e’ importante, più l’amministratore deve essere competente e più paga nel caso di mancanze o malversazioni (e non viceversa come in Italia), usiamo il nostro innato senso dello Stato ed applichiamo quello Stato di Diritto che viene continuamente rinnegato dall’Italia, la situazione generale si riprenderebbe in breve e ne saremmo subito tutti gratificati, Veneti e non Veneti.

A.B. Cosa vuol dire essere Veneto? E chi si può definire tale?

F.C.: Veneto e’ chi si sente tale per origini o per scelta, che lavora onestamente, partecipa alla vita comune, rispettando e condividendo la nostra cultura, la nostra lingua, le nostre tradizioni, la nostra economia, il nostro territorio.

A.B. Grazie e arrivederci.

F.C.: Grazie a Voi e viva San Marco.

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