Presa borseggiatrice in flagranza: gli agenti l'avevano già acciuffata tre volte in due mesi

E’ noto che Venezia è una delle piazze preferite delle borseggiatrici. Tanto da attirare le “pendolari del lavoro” manolesta. Arrivano con il treno, “prestano la loro opera alla città”, poi ripartono a fine giornata.

E’ anche ormai risaputo che il piazzale della stazione di Santa Lucia è “comodo” per le zingare in cerca di portafogli, tanto da esser diventate ormai in molti casi volti noti ai vari operatori regolari della zona (nonostante il turn-over con cui le ladre si spartiscono il lavoro). E ieri pomeriggio è accaduto l’inevitabile, protagonista un gondoliere onesto.

Il veneziano le ha viste arrivare, ha capito subito le loro intenzioni, e appena le rom sono entrate nel pontile Actv, come sempre affollato, ha subito gridato a tutti i presenti: “Signori, attenzione ai portafogli…”, addirittura anche in inglese per essere meglio compreso.

Ne è nato un parapiglia. Le borseggiatrici, invece di avere la dignità dei ladri seri e restare nascoste per dissimulare le reali intenzioni, son invece venute allo scoperto prendendosela sfacciatamente con chi le aveva segnalate rovinando loro ‘gli affari’.

Il gondoliere è stato così preso a maleparole dalle zingare che hanno reagito urlandogli contro, e la caciara si è ingrandita tanto che sono arrivati colleghi del nostro rappresentante cittadino in quel momento. Le nomadi, alla fine dello scontro verbale condito di parolacce, anatemi e sputi, si sono allontanate, cercando probabilmente piazze più tranquille dove ‘esercitare’.

Le borseggiatrici a Venezia sono ormai una piaga. Le nomadi conoscono benissimo tutti i protocolli possibili anche nel caso venissero acciuffate e ciò permette loro ogni giorno di tornare al loro posto. Dal fingersi incinta, dal simularsi minorenni, dal piangere disperate, al fingere malori per farsi portare con l’ambulanza in ospedale da dove fuggire, per finire con – alla peggio – qualche ora passata in cella da dove uscire presto con una condanna che le rimette in libertà.

Il danno però, oltre a quello d’immagine alla città così spesso citato, è anche quello pratico, morale e psicologico che viene spesso dimenticato: una vacanza rovinata a due coniugi, ad una coppia, a due fidanzati… una situazione che costringe a cercare soluzioni di emergenza in una città dove non si conosce nessuno. Ve lo immaginate come possa essere trovarvi senza soldi all’inizio della vacanza, appena sbarcati in un paese straniero?

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Paolo Pradolin

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Paolo Pradolin
Giornalista e conduttore radiofonico, una lunga carriera trascorsa tra giornali e radio. Musica e teatro le sue passioni, con la sua Venezia sempre al primo posto di ogni avventura e esperienza

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