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Troppi negozi chiusi, Zecchi: “Ci vogliono misure, aiuti ora e subito”

“File di negozi chiusi nei cuori pulsanti del commercio a Venezia, le Mercerie a San Marco e Piazza Ferretto a Mestre: le chiusure degli esercizi e i cartelli “affittasi o cedesi attività” apparsi dopo il lockdown sono sempre più numerosi, un’emorragia continua per la quale occorrono subito misure fiscali d’emergenza”. E’ il commento del professor […]

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Troppi negozi chiusi, Zecchi: "Ci vogliono misure, aiuti ora e subito"

“File di negozi chiusi nei cuori pulsanti del commercio a Venezia, le Mercerie a San Marco e Piazza Ferretto a Mestre: le chiusure degli esercizi e i cartelli “affittasi o cedesi attività” apparsi dopo il lockdown sono sempre più numerosi, un’emorragia continua per la quale occorrono subito misure fiscali d’emergenza”.

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E’ il commento del professor Stefano Zecchi, candidato sindaco per il Partito dei Veneti, al termine di un sopralluogo nelle zone centrali del commercio del centro storico e della terraferma. “Non sono solo queste aree a soffrire la moria dei negozi, delle attività – spiega il professore – ma sicuramente passeggiando per le vie attorno Piazza Ferretto e nella passeggiata delle Mercerie balzano all’occhio le decine di serrande abbassate, molte non riapriranno più”.

“Gli aiuti servono ora e subito, non basta dare la possibilità di allargarsi con i plateatici a bar e ristoranti, bisogna sospendere (e non solo rinviare) la Tari e l’Imu ed estendere l’esenzione dal pagamento di Cosap e Cimp – il tributo per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche e per l’installazione di mezzi pubblicitari – almeno fino alla fine dell’anno. I commercianti non ce la fanno a sostenere le spese, molti di loro mi hanno evidenziato le difficoltà del periodo: chi resiste lo fa a fatica e non sa fino a quando. Esenzioni e contributi, manovre urgenti da parte dell’amministrazione comunale e richieste a Roma e all’Europa subito e almeno fino alla fine dell’anno – aggiunge Zecchi – non solo durante i tre mesi di emergenza sanitaria. La normativa europea già prevede incentivi fiscali per le piccole e medie imprese, ora è necessario uno sportello dedicato all’assistenza nella richiesta dei fondi europei per rendere veloci e semplici le autorizzazioni”.

“Nel nostro programma – spiega – sono previste misure a sostegno delle attività commerciali morenti. L’insediamento di nuove imprese non-turistiche, ad esempio, che presuppone un regime fiscale favorevole. Va considerata la reintroduzione di piani commerciali per le autorizzazioni amministrative di vendita o somministrazione e il mercato di Rialto deve essere al centro dell’attenzione dell’Assessorato al Commercio. Si può istituire una Mostra Mercato Pubblica con laboratori e locali di vendita a fitti agevolati nell’ex Tribunale di Rialto. In questa stessa prospettiva – prosegue – si può riproporre la “Fiera della Sensa” in piazza che potrebbe diventare un appuntamento annuale”.

“E’ necessario pensare ad un piano di sostegno per lo sviluppo dell’Agriturismo Lagunare e per il vetro artistico di Murano da rilanciare anche con forme originali dedicando, per esempio, una settimana di dicembre, in concomitanza delle feste tipicamente muranesi di Santa Barbara, San Nicola e Santa Lucia. E come Murano deve risorgere come centro mondiale del più raffinato e prezioso artigianato del vetro, Burano deve ritrovare la sua vocazione per l’Arte del merletto facendo prevalere l’originalità e il valore dell’artigianato tipico secolare sulle brutte imitazioni straniere. Sulla terraferma invece, vanno incentivati gli investimenti delle grandi imprese, come Finmeccanica, e dare attenzione particolare ai centri per le attività di ricerca e per lo sviluppo tecnologico”.

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  1. Eccone un’altro che tira fuori la nuova: i negozi chiudono. Chiudono in tutta Italia, peccato che se ne accorgono solo in campagna elettorale. L’Italia è finita, mica da adesso. Volete riaprire i negozi di Venezia-Mestre e di tutta Italia, fate ritornare la sana industria, quella che la politica ha voluto far emigrare all’estero. Rivoglio la mia industria, quella del tessile e dell’abbigliamento, quella che mi permetteva di indossare capi di vestiario di buona sartoria a prezzi accessibili e tessuti naturali, quell’ industria che poi faceva aprire negozi ora chiusi, che faceva lavorare le sarte, che faceva lavorare i negori di mercerie, perchè il lavoro è tutta una catena. Basta co le strase cinesi di tessute sintetici, di taglia SMALL che indossate da taglie 44 ti fanno sembrare OMINI DELLA MISCHELIN, e te vien fora la pansa. Mi la pansa la gà da sconder co le cotele de stofa bona. E po’ el sintetico no te fà traspirar la pele, e se ti sudi dopo ti spisu da segola. Dov’è finita l’eleganza italiana? Solo con la produzione delle materie prime, possiamo far rinascere l’Italia ma, nessuno lo vuole. Marchionne è stato acclamato come un grande Manager, per forza, prima la FIAT ha succhiato il sangue degli italiani e dopo l’ha portata in America. Stessa sorte per tutte le altre industrie. Gera bon anca mi far la Manager come Marchionne o come la Finest, tanto per citarne una. Và in leto Zecchi, metite la papalina, bevi na camomila.

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