Troppi negozi chiusi, Zecchi: “Ci vogliono misure, aiuti ora e subito”

ultimo aggiornamento: 19/09/2020 ore 11:09

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Troppi negozi chiusi, Zecchi: "Ci vogliono misure, aiuti ora e subito"

“File di negozi chiusi nei cuori pulsanti del commercio a Venezia, le Mercerie a San Marco e Piazza Ferretto a Mestre: le chiusure degli esercizi e i cartelli “affittasi o cedesi attività” apparsi dopo il lockdown sono sempre più numerosi, un’emorragia continua per la quale occorrono subito misure fiscali d’emergenza”.

E’ il commento del professor Stefano Zecchi, candidato sindaco per il Partito dei Veneti, al termine di un sopralluogo nelle zone centrali del commercio del centro storico e della terraferma. “Non sono solo queste aree a soffrire la moria dei negozi, delle attività – spiega il professore – ma sicuramente passeggiando per le vie attorno Piazza Ferretto e nella passeggiata delle Mercerie balzano all’occhio le decine di serrande abbassate, molte non riapriranno più”.


“Gli aiuti servono ora e subito, non basta dare la possibilità di allargarsi con i plateatici a bar e ristoranti, bisogna sospendere (e non solo rinviare) la Tari e l’Imu ed estendere l’esenzione dal pagamento di Cosap e Cimp – il tributo per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche e per l’installazione di mezzi pubblicitari – almeno fino alla fine dell’anno. I commercianti non ce la fanno a sostenere le spese, molti di loro mi hanno evidenziato le difficoltà del periodo: chi resiste lo fa a fatica e non sa fino a quando. Esenzioni e contributi, manovre urgenti da parte dell’amministrazione comunale e richieste a Roma e all’Europa subito e almeno fino alla fine dell’anno – aggiunge Zecchi – non solo durante i tre mesi di emergenza sanitaria. La normativa europea già prevede incentivi fiscali per le piccole e medie imprese, ora è necessario uno sportello dedicato all’assistenza nella richiesta dei fondi europei per rendere veloci e semplici le autorizzazioni”.

“Nel nostro programma – spiega – sono previste misure a sostegno delle attività commerciali morenti. L’insediamento di nuove imprese non-turistiche, ad esempio, che presuppone un regime fiscale favorevole. Va considerata la reintroduzione di piani commerciali per le autorizzazioni amministrative di vendita o somministrazione e il mercato di Rialto deve essere al centro dell’attenzione dell’Assessorato al Commercio. Si può istituire una Mostra Mercato Pubblica con laboratori e locali di vendita a fitti agevolati nell’ex Tribunale di Rialto. In questa stessa prospettiva – prosegue – si può riproporre la “Fiera della Sensa” in piazza che potrebbe diventare un appuntamento annuale”.

“E’ necessario pensare ad un piano di sostegno per lo sviluppo dell’Agriturismo Lagunare e per il vetro artistico di Murano da rilanciare anche con forme originali dedicando, per esempio, una settimana di dicembre, in concomitanza delle feste tipicamente muranesi di Santa Barbara, San Nicola e Santa Lucia. E come Murano deve risorgere come centro mondiale del più raffinato e prezioso artigianato del vetro, Burano deve ritrovare la sua vocazione per l’Arte del merletto facendo prevalere l’originalità e il valore dell’artigianato tipico secolare sulle brutte imitazioni straniere. Sulla terraferma invece, vanno incentivati gli investimenti delle grandi imprese, come Finmeccanica, e dare attenzione particolare ai centri per le attività di ricerca e per lo sviluppo tecnologico”.


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Una persona ha commentato

  1. Eccone un’altro che tira fuori la nuova: i negozi chiudono. Chiudono in tutta Italia, peccato che se ne accorgono solo in campagna elettorale. L’Italia è finita, mica da adesso. Volete riaprire i negozi di Venezia-Mestre e di tutta Italia, fate ritornare la sana industria, quella che la politica ha voluto far emigrare all’estero. Rivoglio la mia industria, quella del tessile e dell’abbigliamento, quella che mi permetteva di indossare capi di vestiario di buona sartoria a prezzi accessibili e tessuti naturali, quell’ industria che poi faceva aprire negozi ora chiusi, che faceva lavorare le sarte, che faceva lavorare i negori di mercerie, perchè il lavoro è tutta una catena. Basta co le strase cinesi di tessute sintetici, di taglia SMALL che indossate da taglie 44 ti fanno sembrare OMINI DELLA MISCHELIN, e te vien fora la pansa. Mi la pansa la gà da sconder co le cotele de stofa bona. E po’ el sintetico no te fà traspirar la pele, e se ti sudi dopo ti spisu da segola. Dov’è finita l’eleganza italiana? Solo con la produzione delle materie prime, possiamo far rinascere l’Italia ma, nessuno lo vuole. Marchionne è stato acclamato come un grande Manager, per forza, prima la FIAT ha succhiato il sangue degli italiani e dopo l’ha portata in America. Stessa sorte per tutte le altre industrie. Gera bon anca mi far la Manager come Marchionne o come la Finest, tanto per citarne una. Và in leto Zecchi, metite la papalina, bevi na camomila.

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