Visioni in quarantena: La Città incantata, un oscar giapponese

ultimo aggiornamento: 18/04/2020 ore 23:54

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Visioni in quarantena: La Città incantata, un oscar giapponese


​La paranoia da quarantena ci sta facendo sbroccare e gli specialisti ci consigliano continuamente di vivere in un ambiente pulito e fare attività fisica.

Partendo dal presupposto che non credo servisse “l’esperto” per dirci di non vivere in una discarica (così come il lavarsi le mani doveva accadere anche prima del virus), l’attività fisica dopo un po’ annoia.

Diciamolo chiaramente, non sono un grande fan del movimento, mi faccio sempre più male che bene e lo strappo muscolare è sempre dietro l’angolo.

Preferisco quindi, lasciare i corsi di fitness agli esperti e consigliarvi passatempi più intellettuali. Con questa nuova rubrica, voglio suggerirvi cosa vedere in queste giornate. Sto infatti per consigliarvi un film, che potete trovare su Netflix e che vi assicuro vale la pena di vedere.

Lo so, solitamente in questo genere di cose, la maggior parte dei “critici” vi spinge alla visione di serie tv, sedicimila puntate con gli stessi personaggi.

Mi dispiace, non ci riesco. Io le serie tv non le sopporto più!
​Ammetto e sono pronto a giurare che ve ne siano state di bellissime e avvincenti ma la mia per la mia concezione una storia deve rientrare nelle due, massimo tre ore.

Quindi, basta perdere tempo e cominciamo!

Per iniziare, volevo introdurvi alla “riscoperta” di un titolo non proprio recentissimo ma che magari non avete mai visto. Ed ora, grazie a Netflix e all’obbligo di sedentarietà, potrete ammirare.

Il primo è un anime giapponese dello storico Studio Ghibli.
​Confesserò ora una cosa che mi farà odiare dalla metà della popolazione mondiale, non posso più però tenermi dentro tale fardello: io non sopporto i film dello studio giapponese. Li trovo prolissi, lenti, noiosi e benché riconosca la profondità di fondo, intrisi anche di noiosità unica.

Ecco, l’ho detto, mi sono tolto questo peso che avevo sullo stomaco da anni e mi sento incredibilmente meglio. Anche se sono certo arriveranno centinaia di hater ad affermare che non capisco nulla e che farei meglio a parlare di ippica o uncinetto… Pazienza, sopravviverò.

Però ho detto anche che consiglio un film del maestro Miyazaki, sono perdonato?

Il film in questione è uno dei pochi che riesco a salvare e a reputare oggettivamente un capolavoro. Sto parlando de “La Città Incantata”, pellicola del 2001 giunta in Italia solamente due anni dopo. Dopo la vittoria dell’Oscar come miglior film d’animazione.

Non mi dilungherò troppo nel raccontare la trama, poche righe per dire che, narra di una bambina di nome Chihiro e della sua avventura in una città magica.

Costretta a traslocare e ad abbandonare i suoi amici, per volontà dei genitori, durante il viaggio verso la nuova casa, il padre prenderà una deviazione. Giungendo a un parco divertimenti abbandonato.

Da quel momento il destino della famiglia è segnato e sarà proprio la giovane Chihiro a dover salvare i genitori e sé stessa.

Un viaggio magico di collodiana memoria, una allegoria della vita e della crescita che ogni bambino deve compiere per entrare nell’età adulta.

Qui c’è tutto l’universo del maestro giapponese, la forma assurda degli spiriti, gli omini di carta e i momenti intimi. Un mix esplosivo e colorato che si sussegue davvero senza attimi di sosta. Una pellicola che come tutte le grandi opere, sono amate da adulti e bambini.

Una, anzi, molteplici visioni de “La Città Incantata” non possono mancare in questo triste momento storico.

​La quarantena, per almeno un paio di ore, diventerà più colorata.

Mattia Cagalli


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