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Il virus torna a scuola: classi che riprendono subito fermate (due a Venezia)

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La scuola è ripartita ma nella provincia di Venezia ben otto classi sono state fermate dopo la pausa natalizia. Sono quelle in cui ha fatto la ricomparsa il virus, per un totale di ben oltre 160 tra bambini e ragazzi.
Per la precisione 163 studenti e 7 docenti sono ora isolamento.
Come noto, il nuovo protocollo Covid-scuola prevede la didattica a distanza anche per un solo caso di positività e, dal giorno della ripresa, si sono contati 7 studenti e un docente positivo distribuiti tra primarie, medie e una materna (due i casi a Venezia centro storico).
Una scuola così “a singhiozzo” non può non avere ripercussioni su programmi e formazione.
Preoccupano infatti le carenze formative che i ragazzi stanno accumulando a causa della lontananza dalle scuole e il ministero dell’Istruzione ragiona su come porvi rimedio.
La ministra Lucia Azzolina ha annunciato l’intenzione di chiedere “ristori formativi” che vengano fatti subito sia per i ragazzi delle superiori, da novembre a casa con la didattica a distanza, sia anche per i bambini più piccoli che comunque lo scorso anno hanno perso mesi di lezioni.
“Chiederò ristori formativi

per fare apprendimenti potenziati nel pomeriggio, ma anche per fare educazione all’affettività e incrementare l’aiuto psicologico: ora bisogna intervenire, non di certo in estate. Tutti dobbiamo ricordare che l’Italia deve pensare alle giovani generazioni, non essere un Paese che si occupa solo delle generazioni più anziane”, ha chiarito la titolare del dicastero di viale Trastevere.
Per i presidi di Anp “tecnicamente è più facile provvedere ai ristori nei confronti dei settori economici, è molto più difficile prevedere dei ‘ristori’ per gli studenti che stanno subendo dei ritardi nella loro preparazione e dei danni nella loro crescita intellettuale, psicologica e relazionale e questo è il vero problema”.
Antonello Giannelli, che guida l’Associazione nazionale presidi, a chiesto che si inizi a monitorare i ritardi di apprendimento con rilevazioni di carattere scientifico e cita, per questo compito, l’INVALSI.
Per Maddalena Gissi, segretaria della Cisl Scuola, “solo le scuole possono valutare correttamente dove, come e quando sia necessario intervenire per un’azione di recupero, occorre che in questo senso vi sia un affidamento esplicito, accompagnato dal necessario supporto anche in termini di risorse. I 5 milioni del decreto ristori, anche se riferiti alle sole istituzioni scolastiche del primo ciclo, sono davvero poca cosa”.
Piuttosto la dirigente sindacale suggerisce che

laddove vi siano carenze formative dovute al digital divide sia possibile per i ragazzi frequentare in piccoli gruppi in presenza. Intanto oggi sono proseguite le proteste di chi chiede che la scuola torni ad essere in presenza. A Milano il liceo classico Manzoni è stato occupato ed una ventina di ragazzi vuole passarvi la notte e rimanervi fino alle 14 di domani quando i giovani si uniranno ad un presidio di loro compagni.
Un appello per la scuola in presenza è stato promosso da associazioni e movimenti, e firmato anche da una serie di personalità come Tito Boeri, Raffaele Mantegazza, Daniele Novara, Silvia Vegetti Finzi, Bruno Tognolini.
Ma ci sono anche gli studenti che approvano il prolungamento della Dad: secondo un sondaggio di Skuola.net 4 su 5 trovano giusto studiare a casa.
Il segretario del Pd e presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, ha ricordato che lunedì si ricomincia la scuola in presenza nel Lazio ma mette in guardia: “un margine di rischio c’è”.
E intanto il presidente dell’associazione nazionale autotrasporto viaggiatori (Anav), Giuseppe Vinella, in audizione alla Commissione Trasporti della Camera, ha evidenziato che la loro proposta è di mantenere il 50 per cento di carico sugli autobus e il 50 per cento di presenza a scuola.
“Se ci fossero le condizioni sanitarie questi numeri

potranno anche salire, le nostre aziende sono preparate a farlo”, ha detto. Sempre oggi la Ministra Azzolina ha firmato l’Atto di indirizzo con le priorità del Ministero dell’Istruzione per l’anno 2021: nel documento si ricorda che solo per il 2020 sono stati impegnati per la scuola 7 miliardi. E una buona notizia è arrivata per gli oltre 3 mila vincitori del concorso a preside del 2017: il Consiglio di Stato ha respinto i ricorsi e confermato i vincitori, tra i quali anche la ministra Azzolina.

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