Un mio post di più di una decina di anni fa che ripropongo, ritenendolo ancora – eccome! – attualissimo.
Un luogo comune da sfatare
<<VIAGGIAR DESCANTA, MA, CHI PARTE MONA, TORNA MONA>>
Chi l’ha detto che il viaggiare istruisca e apra la mente, come si sente generalmente affermare? E’ effettivamente così? Personalmente, rifacendomi alle impressioni ricevute da alcuni disarmanti e penosi racconti di sedicenti viaggiatori, ho francamente i miei dubbi. E non credo affatto all’automatismo implicito in tale affermazione, che trovo, perciò, illusoria e ingannevole, sebbene continui a venire per lo più accettata come scontata.
Se, come sarà di certo accaduto anche a più di qualcuno di voi, una persona tornata da un lungo viaggio ti sciorina una sfilza di informazioni sui paesi visitati che hai già letto su tutti i giornali, convinto di metterti a conoscenza di notizie assolutamente inedite, mi dite, infatti, dove cavolo sia il salto in avanti che il viaggio avrebbe dovuto far fare alla sua cultura? E lo stesso dicasi, ovviamente, anche di colui che, essendo stato un breve periodo in un paese straniero, una volta a casa non si perita di atteggiarsi a esperto di quel paese, la cui realtà è, magari, talmente problematica e complessa da non essere compresa finanche da chi vi abita. E che dire infine di colui che, dopo un viaggio intorno al mondo di mesi, se non di anni, sollecitato a fornirti le sue impressioni sul viaggio compiuto, non sa dirti altro che le città visitate e i chilometri percorsi?
Non si tratta ovviamente che di pochi esempi – a cui mi sono volutamente limitato, peraltro, per non andare oltre il semplice post che mi proponevo – ma sufficienti tuttavia, a mio modesto modo di vedere, a far capire che affermare che il viaggiare istruisca e apra la mente, come acriticamente si dà spesso per scontato, non sempre è vero: in quanto dipende assolutamente, beninteso, da chi e con quale spirito viene intrapreso il viaggio. E va da sé che , come ammoniva un antico detto veneziano, inopinatamente attuale ancora oggi : “Viaggiar descanta, ma, chi parte mona, torna mona”.
Enzo Pedrocco
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Caro Enzo, hai perfettamente ragione nel mettere in discussione il mito del viaggio come fonte automatica di saggezza. E ti dirò di più: oltre a quelli che tornano pieni di banalità lette su Wikipedia, ci sono anche quelli che ti invitano a casa per mostrarti mille diapositive del loro viaggio in India. Ogni fotogramma è accompagnato da risatine infantili e spiegazioni che sembrano voler trasmettere chissà quale epifania… ma per chi ascolta è una tortura.
Testina da vitello, sarà stato divertente per voi, ma per noi è un supplizio. Il prossimo viaggio, fallo dentro te stesso. E se trovi una vena occlusa, non rompere le palle: affrontala, magari scopri qualcosa di davvero interessante.
“Viaggiar descanta”, sì, ma solo se chi parte ha qualcosa dentro da scoprire. Altrimenti, come dici tu, “chi parte mona, torna mona”. E magari pure più convinto di esser diventato un guru.
…….”Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza.”