“Via Crucis, via Lucis” a Venezia, Basilica dei Frari

A Venezia appuntamento l’11 aprile 2019 alla Basilica dei Frari, alle ore 20.30 ad ingresso libero, sono però diverse le rappresentazioni della “Via Crucis, via Lucis” della passione del Cristo, firmata da Carlo Tedeschi, che verranno proposte nei prossimi giorni in Italia in vista della Pasqua 2019 con protagonisti tanti giovani artisti italiani. Quest’anno per la prima volta sarà proposta nel capoluogo veneto.

“Via Crucis – Via Lucis” è dedicata alla passione di Gesù Cristo e propone la drammatizzazione delle 14 stazioni della via crucis commentate da Carlo Tedeschi attraverso l’interpretazione del pensiero di Giovanni, il discepolo che Gesù amava.

Vengono così rappresentati, in modo estremamente coinvolgente, momenti della vita, della morte e della resurrezione di Gesù Cristo. I giovani e giovanissimi protagonisti presentano una drammatizzazione complessa, molto coinvolgente e fruibile a tutti, non solo al pubblico dei credenti. I brani delle sacre scritture, sottolineati anche da canti e da alcune danze daranno vita ad intensi momenti in cui l’arte ne esalterà l’alta spiritualità.

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“Via Crucis – Via Lucis” è rappresentato da diversi anni e ha toccato Puglia (in particolare nel Santuario della Grotta di San Michele Arcangelo nel 2016), Toscana, Emilia Romagna, Sicilia, Umbria ed è stato trasmessa in diretta dalle emittenti televisive e satellitari Tv2000 e Telepace.

Carlo Tedeschi, commentando la drammatizzazione, afferma: “In questa via Crucis via Lucis sarà Giovanni che, seguendo la via Crucis di Gesù fino alla crocefissione, leggerà e racconterà i suoi pensieri, la sua emozione e il suo dolore. Giovanni, che era il discepolo che egli amava rappresenta tutti igiovani di oggi, i nostri figli e i nostri nipoti. E come Giovanni guardava la croce di Gesù, così loro, i nostri figli e i nostri nipoti, guardano la nostra croce. Gesù ha portato la sua croce con tanta dignità e tanto amore e sopportazione e l’amore di Giovanni per lui è aumentato: è diventato un amore sublime, arrivando fino al cielo. Allora ognuno di noi accetti la sua croce affinché i nostri figli e i nostri nipoti ci possano guardare con gli stessi occhi con cui Giovanni ha guardato la croce di Gesù”.

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