Venice Time Machine: riavremo Venezia del ‘500 ricostruita in 3D

ultimo aggiornamento: 30/11/2015 ore 20:27

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marco polo film tv a venezia

La Venezia del ‘500 ricostruita in 3D.
Riprende vita la Venezia della Serenissima, la Venezia storica, con ambientazione talmente realistica per cui gli abitanti ‘rientrano’ nelle loro case, le botteghe ritrovano gli artigiani, ognuno con il suo nome.

Tutto ciò è possibile grazie ai documenti conservati nell’Archivio di Stato di Venezia, letti senza la necessità di aprirli grazie a una Tac simile a quella usata in medicina e ‘compresi’ da macchine.


Venice Time Machine, questo il nome del progetto, è un’idea nata dalla collaborazione tra Archivio di Stato di Venezia, Politecnico di Losanna e università Ca’ Foscari, che potrebbe dare vita, secondo uno dei ricercatori, a una sorta di ‘Facebook del passato’.

I primi risultati del progetto, avviato nel 2013, sono stati presentati oggi a Roma nel convegno sulla ”Grande bellezza dei grandi dati”, organizzato dagli stessi partner del progetto, con Ambasciata svizzera in Italia, Archivio di Stato di Roma e università di Roma Tor Vergata.

”Tecnologie avanzate e patrimonio culturale si uniscono per rendere ancora più interessante la ricerca umanistica e metterla a disposizione di un pubblico più ampio”, ha osservato Michele Petochi, dirigente del Politecnico di Losanna e coordinatore dei ricercatori svizzeri coinvolti nel progetto.


Digitalizzare i 2,5 miliardi di pagine contenute negli 80 chilometri occupati dagli scaffali dell’Archivio di Stato è un’opera davvero ambiziosa, ma con le macchine tutto diventerebbe più veloce: si è calcolato che con i mezzi tradizionali ci vorrebbero 99 anni.

Riuscire a leggere contratti di lavoro e di compravendita, lettere di ambasciatori, testamenti, dati catastali permetterebbe agli storici di avere informazioni finora inimmaginabili e sarebbe l’inizio di quella che già gli esperti chiamano ”storia digitale”.

Con Venice Time Machine, per uno dei ricercatori coinvolti nel progetto, Frederic Kaplan del Politecnico Losanna, nascerebbe una sorta di ”Facebook del passato, che può diventare sempre più grande”.

Redazione
26/11/2015

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