Venezia verso la fine. Unesco ci dà 7 mesi. Generazione ’90: non arrendiamoci

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Venezia verso la fine. Unesco ci dà 7 mesi. Generazione '90: non arrendiamoci

Non diamo ragione a Guccini «Venezia che muore, Venezia poggiata sul mare, la dolce ossessione degli ultimi suoi giorni tristi Venezia la vende ai turisti».
Così cantava Guccini nel 1981 quando, tra i primi, denunciava quella che all’epoca cominciava a delinearsi come la fine certa della città più bella del mondo.

Sono passati quasi quarant’anni e la condizione che noi cittadini viviamo ogni giorno ci rende dei resistenti. Sopravvissuti duri a morire che a testa bassa subiscono all’angolo. La politica qui ha fallito miseramente, permettendo uno scempio senza precedenti. Una migrazione costante che ha portato i residenti all’esiguo numero di cinquantacinquemila abitanti, contro le quasi duecento che la popolavano a metà del secolo scorso.

Ogni anno più di mille Cittadini si arrendono e, stremati, abbandonano questo insieme di isolotti così prezioso.

L’ UNESCO ha denunciato ciò che sta accadendo, dando sette mesi di tempo alle Istituzioni per invertire la rotta. Poi Venezia verrà cancellata dai siti del patrimonio dell’Umanità e entrerà a far parte dei siti monumentali a rischio.

Sette mesi che mai basteranno per fermare un processo iniziato troppo tempo addietro, soprattutto se le parti chiamate in causa deridono tale avvertimento.

In questi anni decine di associazioni si sono alternate alla guida popolare, cercando di smuovere un sentimento ormai assopito e narcotizzato dagli ingenti introiti che il Dio denaro, grazie ai milioni di Turisti, garantisce alla gran parte della cittadinanza.

Si è ormai persa totalmente la concezione di locus amoenus che tanti artisti aveva attirato in passato, e si è preferita l’invasione smodata disposta ai due euro per la bottiglietta d’acqua.

Venezia è presa in prestito dai nostri figli, e noi ce lo siamo dimenticati troppo presto. Allora mi rivolgo a chi “In Laguna” non c’è mai venuto e ci verrà, a chi invece se n’è innamorato e tornerà e soprattutto a chi tutte le mattine si alza e contribuisce a far respirare il Pesce.

Salvaguardate quest’esperienza, fate in modo che lei abbia un ricordo positivo di voi. Esplorare la laguna è molto di più di un selfie in Piazza S. Marco.

Non facciamo l’errore di pensare che non sia affar nostro, Venezia è affare di tutti.

Prendetelo come un grido rabbioso di un ventitreenne che si vede portare via il proprio futuro ed è circondato da ragazzi, a cui questo parco giochi che è VeniceLand, tarpa le ali continuamente; ma non restate inermi.

Il cantautore alla fine scrive, «Può darsi che un giorno saremo contenti di essere solo lontani parenti».

Non diamo ragione a Guccini.

Gianpietro Gagliardi
Generazione ’90 Venezia

05/08/2016


5 COMMENTS

  1. ci vogliono delle leggi straordinarie perche Venezia e straordinaria. ristoratori albergatori Bari negozi tutti quadagnano con il turismo provate a parlare con loro di numero chiuso. al mercato di rialto se tutti stranieri. affittacamere da tutti i cantoni. Non esiste amore per la città . Venezia è vista solo per guadagno. una politica di figuranti 20 anni di domande per un posto barca? Difendiamo e proteggiamo Venezia prima che sia troppo tardi…

  2. Le possibilità ci sono controlli fiscali a tappeto per tutti i negozi a 1 euro,guerra agli affittacamere abusivi,multe salatissime con ritiro del passaporto ai male educati ubriachi,ai picnic per terra al torso nudo per le calli,alle biciclette a S.marco e in tutto il centro storico ,ai graffittari,,stop ai venditori abusivi,e a tutti coloro, veneziani e no, che lasciano gli escrementi dei loro cani per terra,
    basta aperture di negozi e ristoranti distanti un metro fra di loro,possibilità ve ne sono per combattere il degrado basta volere.
    Capito l’antifona sindaco e politichese vario?

  3. Beh 7 mesi mi sembra un po’ po’ poco… In realtà il problema é il costo degli immobili, il costo della vita e il costo del turismo, portati spesso all’esaltazione. Se la gente la smettesse di atteggiarsi e ambire al vippismo estremo, probabilmente Venezia sarebbe molto meglio di quello che è adesso… La virtù sta nel mezzo, magari condita da un po’ di umiltà 😉

  4. Ho 53 anni e ho visto la mia città cambiare in modo “orribile”.Si pensa solo a guadagnare in modo assurdo e senza tener conto del bisogno di”delicatezza” per questa città così fragile.Tutto è lasciato al caso,al menefreghismo e all’impotenza dei cittadini residenti che si adeguano chiudendosi in casa dopo una certa ora.Mi viene da piangere pensando agli anni passati che non torneranno più,al turismo che portava amore per questa città e che adesso la tratta da cestino delle immondizie e anche peggio(vedi i vari filmati).Spero che si mettano una mano sul cuore e la salvino prima che sia troppo tardi.

  5. Venezia è una città che muore, proibitiva, costosa, scomoda. Racconti che narrano di una Venezia di sana gioventù doc sembrano quasi leggende. I racconti del nonno al mercato sembrano letti dai fumetti dei nizioletti. Una Venezia che una volta offriva 1000 opportunità di lavoro; ora quasi solo dedita al turismo. Un turismo di massa, molte volte caprone. Anche noi che l’abbiamo conosciuta e l’abbiamo a portata di mano un po’ la snobbiamo troppo presi dalla frenesia a cui siamo costretti tutti i giorni. Venezia è una città lenta, un po’ sorniona, un po’ dispettosa, ha un suo carattere e non ci vuol rinunciare. Forse è proprio perché non riusciamo a plasmarla a nostro piacimento come siamo abituati a fare con tutto ciò che ci passa per le mani che la consideriamo poco. Un giorno Morgana la farà sparire per l’ennesima volta per non mostrarla più.

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