Venezia - Empoli 1-0: primo posto in classifica per i nostri colori

Grandissima prestazione del Venezia, in un Penzo con seimila spettatori sugli spalti, che conquista la semifinale contro il Palermo e può continuare il suo sogno.

La formazione di Pippo Inzaghi, squalificato e sostituito in panchina da Maurizio D’Angelo, ha saputo resistere ad un Perugia scatenato in avvio di gara ed è poi cresciuta strada facendo, prendendo fiducia e costruendo passo a passo un successo che alla fine risulta meritatissimo.

Il Venezia di Pippo Inzaghi batte così per 3-0 il Perugia e prosegue nella sua marcia playoff: mercoledì, al Penzo, l’andata della semifinale col Palermo.

I nostri passano in vantaggio al 30′ pt, con un preciso destro di Stulac che si infila nel sette alla sinistra di Leali sugli sviluppi di un corner di Garofalo. Dopo un miracolo di Audero a tu per tu con Cerri in pieno recupero, i padroni di casa non corrono più rischi, visto che, nonostante l’allenatore umbro Nesta si giochi il tutto per tutto sbilanciando in avanti la squadra, la ripresa è di chiara marca lagunare, con il gol del 2-0 di Modolo al 29′ st (ribattuta ravvicinata sulla respinta di Leali sull’incornata di Andelkovic da corner di Syulac) e quello del 3-0 di Pinato al 37′ st, a chiusura di un
contropiede di Zigoni.

In pieno recupero, il Perugia sfiora il gol della bandiera con un palo interno colpito da Terrani con un tiro-cross.

La partita offre una cornice impagabile, con la curva sud strapiena, una forza trainante che si sente già una buona mezzora prima del via.

Si parte con 11′ di ritardo rispetto all’orario e per venti minuti succede poco o niente. In campo soprattutto falli tattici per fermare qualsiasi intenzione di manovra.

Inzaghi urla dalla piccionaia, la trovata di Nesta invece è nella posizione di Alino Diamanti, che giocando qualche metro più indietro del solito si ritaglia una maggiore libertà e la sfrutta con due sinistri maligni, il primo fuori di un metro, il secondo messo in corner da Audero.

Il Venezia è a questo punto che alza la testa e alla prima idea d’attacco va a segno: 30′, corner di Garofalo, tutti in area tranne Stulac che resta – dimenticato dagli umbri – sulla trequarti. Palla arretrata, lo sloveno guarda la porta e da trenta metri spara un missile che scende all’improvviso e gonfia la rete.

Boato e il Venezia da quel punto in poi diventa padrone della partita.

Lascia un commento alla notizia che hai appena letto (nessuna registrazione necessaria)

Please enter your comment!
Please enter your name here