Venezia e Grandi Navi, furia Brugnaro: “Toninelli venga a parlare con Comune e Regione”. Ma il ministro tira dritto: “Soluzione vicina”

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Venezia e Grandi Navi, furia Brugnaro: "Toninelli venga a parlare con Comune e Regione". Ma il ministro tira dritto: "Soluzione vicina"

Venezia, dopo il pericolo della nave che “sbanda” i tuoni e fulmini di Brugnaro. Il sindaco insiste per Marghera sito delle grandi navi da crociera e fa perno sul fatto di ieri per una decisione in questo senso, ma il ministro Toninelli non pare molto attratto dall’idea di scavare il Canale Vittorio Emanuele.

A poco più di un mese dall’incidente che ha coinvolto nel canale della Giudecca la Msc Opera, la nuova domenica nera per i ‘grattacieli del mare’ fa dire a Luigi Brugnaro che “la responsabilità maggiore di quanto è accaduto ieri e di quello che potrà accadere in futuro è di chi non ha deciso in questi mesi”.

Il riferimento esplicito è al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti “che ha poteri funzionali sull’intera filiera portuale dalla Capitaneria di Porto alla Guardia Costiera, dal Provveditorato alle Opere Pubbliche all’Autorità di sistema portuale”.

A stretto giro arriva la risposta del diretto interessato. “Brugnaro come al solito straparla – attacca Toninelli -. Dopo anni di inerzia anche da parte di quelli della sua area politica, siamo vicini a una soluzione seria per mettere fuori le grandi navi da Venezia. Marghera è opzione scellerata per sicurezza e ambiente, convinceremo di ciò anche l’Unesco”.

Per il sindaco di Venezia, viceversa, “il tempo delle attese è finito. Basta con le navi a San Marco e lungo il Canale della Giudecca”, attacca il sindaco mostrando di fare proprio lo slogan principe dei ‘No Grandi Navi’.

“La soluzione immediata c’è – ripete convinto – si chiama percorso dalla bocca di Porto di Malamocco, attraverso il Canale dei Petroli, con destinazione Marittima via Canale Vittorio Emanuele per le navi più piccole e destinazione Marghera, canale nord lato nord, per quelle più grandi”.

I tempi per concretizzare il progetto sarebbero molto rapidi. “Il Vittorio Emanuele si può realizzare in circa un anno – osserva – con capitali privati, in attesa di progetti alternativi che necessitano di tempi più lunghi, di almeno 5/10 anni”.

Tornando ai fatti, invece questa mattina il pm Andrea Petroni ha ricevuto dalla Capitaneria di Porto la relazione richiesta sugli spostamenti della Deliziosa e sullo ‘scarrocciamento’ per il forte vento che l’ha portata a sfiorare Riva Sette Martiri, a pochi passi dal bacino di San Marco.

Il fascicolo della Procura è al momento senza indagati e ipotesi di reato perchè è tutta da valutare la catena degli ordini, le disposizioni e il rispetto della sicurezza.

Il prefetto Vittorio Zappalorto, intanto, non nasconde il rischio che la città possa non essere ‘graziata’ in futuro per la terza volta.
“Siamo stati avvertiti già due volte, ci è andata bene una volta, ci è andata bene la seconda, non dobbiamo sfiorare la tragedia la terza volta – dice pragmatico – credo ormai sia sotto gli occhi di tutti che queste grandi navi non possono più continuare a passare”.

Dunque “chi è competente a far transitare queste navi – conclude – dovrebbe convocare o una conferenza di servizi, oppure prendere direttamente, se ha la competenza, dei provvedimenti” conclude Zappalorto.

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