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sabato 27 Novembre 2021

Ulss 3 Serenissima ha sospeso AstraZeneca, prosegue Pfizer o Moderna

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L’Ulss 3 Serenissima ha sospeso nei diversi punti vaccinali la somministrazione del vaccino Astra Zeneca, secondo le indicazioni precauzionali degli organi competenti. L’Azienda sanitaria è impegnata a mantenere, utilizzando in sostituzione i vaccini Pfizer e Moderna, tutte le prenotazioni che erano previste con Astra Zeneca per soggetti anziani e ad elevata fragilità.
L’attività vaccinale di oggi, martedì, e dei giorni successivi proseguirà quindi per queste categorie di anziani e pazienti fragili, e per tutti i soggetti over 80 e ad elevata fragilità che avevano già avuto un appuntamento ricevendo la conferma dell’appuntamento stesso via SMS.
La vaccinazione viene invece temporaneamente sospesa per gli operatori della scuola, che hanno ricevuto un sms che li avvisa dell’annullamento della seduta, e che saranno ricontatti per riprogrammare l’appuntamento per l’attività vaccinale.
I soggetti over 80 e ad elevata fragilità che lunedì non hanno potuto ricevere il vaccino per la sospensione del prodotto saranno richiamati per la somministrazione di Pfizer o Moderna tra oggi e domani.
Intanto ora la domanda diventa anche: cosa succederà alle forniture AstraZeneca bloccate?
In attesa del pronunciamento definitivo giovedì dell’Agenzia europea del farmaco sul vaccino anglo-svedese, si fanno stime

sul possibile impatto della sospensione decisa dall’Agenzia italiana (Aifa).
Conseguenze immediate, con decine di migliaia di prenotazioni per la somministrazione di AstraZeneca saltate e ben più gravi se lo stop dovesse protrarsi o addirittura diventare definitivo. Senza contare l’effetto psicosi che le notizie di questi giorni – tra decessi sospetti e intervento cautelativo dei principali Paesi europei – potrebbe ingenerare nella popolazione anche in caso di ripresa dell’uso.
Fonti del commissariato all’emergenza ridimensionano le previsioni più nere, sottolineando che AstraZeneca non rappresenta la parte più consistente delle forniture attese. Il generale Francesco Figliuolo aveva già assicurato che in caso di ritardi nelle consegne di Astrazeneca si sarebbe potuto compensare con Pfizer, ma adesso è in discussione – almeno fino a giovedì – l’uso stesso del prodotto di Oxford.
Nonostante tutto, gli esperti continuino a tranquillizzare sul suo utilizzo. La vaccinazione di massa secondo il nuovo piano nazionale dovrebbe decollare da metà aprile, con l’arrivo di milioni di fiale

del vaccino monodose Usa Johnson&Johnson. “Dare fuoco a tutte le polveri e chiudere la partita” in pochi mesi, così ieri Figliuolo.
Per ora si fanno i conti con le cancellazioni delle prenotazioni di cittadini ai quali era destinato AstraZeneca, passato dall’uso nella fascia 18-55 anni in quella fino a 65 anni e infine anche per gli over 65. Oltre al Lazio, una delle Regioni con la migliore performance vaccinale, anche la Toscana, pure tra le virtuose, rischia di dover cancellare 34 mila appuntamenti in una settimana. E la Lombardia, che doveva risalire la china dopo diversi problemi nella campagna, ha rinviato 33.500 vaccinazioni tra domani e giovedì.
In Italia finora quasi 1,1 milioni di persone hanno ricevuto la prima iniezione di Astrazeneca, che prevede un richiamo molto più distanziato degli altri vaccini, a tre mesi. Il problema della seconda dose non si pone quindi immediatamente, essendo iniziato l’uso del vaccino realizzato anche a Pomezia (Roma) l’11 febbraio (seconda dose a maggio). “Confidiamo che riceveranno il richiamo nei tempi previsti”, ha dichiarato Gianni Rezza dell’Istituto superiore di sanità (Iss). Il caso AstraZeneca ha oscurato l’inaugurazione ufficiale del primo drive-through della Difesa a Milano, già attivo da venerdì e che dovrebbe arrivare a 2 mila vaccinati senza scendere dall’auto al giorno. In questi giorni erano stati convocati gli insegnanti, ai quali in massima parte va AstraZeneca.


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